Porto di Pescara, Confindustria chiede il passaggio da Ancona a Civitavecchia

Secondo l'associazione di categoria la «Zes (zona economica speciale) è pienamente compatibile con il passaggio di competenza e resta una priorità»

Subito l'annessione del porto di Pescara e degli altri scali portuali abruzzesi a Civitavecchia.
A chiederlo è Confindustria Chieti-Pescara secondo la quale la «Zes (zona economica speciale) è pienamente compatibile con il passaggio di competenza e resta una priorità».

L'associazione di categoria chiede al governatore Marsilio di firmare per il bene della nostra regione. 

«La portualità abruzzese», scrive in una nota Confindustria Pescara-Chieti, «è costretta a vivere, per una scelta poco ponderata, un ruolo subalterno, sotto il profilo amministrativo, alla portualità delle Marche. L’Abruzzo, Regione centrale, cerniera tra il Nord e il Sud e tra l’Est e l’Ovest, è vocata ad un ruolo certamente più importante, vista la sua condizione geografica di land bridge Tirreno-Adriatico, che ingloba le aree retroportuali ed interne del Lazio e dell'Abruzzo in un corridoio logistico estremamente funzionale. Il cambio di autorità portuale per i porti abruzzesi da Ancona a Civitavecchia è assolutamente possibile anzi auspicabile, perché Civitavecchia è un porto della rete trans-europea dei trasporti e pertanto la Zes Abruzzo può collegarsi perfettamente al porto laziale. Chi sostiene il contrario, sostiene il falso».

Confindustria Chieti Pescara, Confindustria Civitavecchia e le tre sigle sindacali regionali Cgil, Cisl e Uil sono già intervenute diverse volte sull'argomento e con una lettera al Ministro Toninelli difendendo questi principi.

«La trasversalità tirreno adriatica», ricorda l'associazione di categoria, «aveva già incassato peraltro il sostegno dei governatori di Abruzzo e Lazio (D’Alfonso e Zingaretti) in una lettera di intenti firmata il 24 febbraio 2016. La Zes, infatti, nella sua finalità normativa, interverrebbe anche per valorizzare lo sviluppo del traffico merci tra i due mari Tirreno e Adriatico: la posizione geografica di Lazio e Abruzzo risulta particolarmente favorevole e altamente funzionale agli obiettivi di sviluppo dei trasporti intermodali tra la Penisola Iberica e l’area Balcanica, l’est Europa e il Medio Oriente. In quest’ottica un’unica Autorità di Sistema Portuale non solo è la soluzione più coerente con la Zes, ma faciliterebbe il riconoscimento, da parte della Commissione Europea, di un corridoio Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Pescara-Ploce tra le reti transeuropee dei trasporti. Un’opportunità per accedere ad ingenti finanziamenti e far crescere il sistema infrastrutturale Abruzzese.

Questo quanto dichiara Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Chieti-Pescara:

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«Chiediamo alla politica di assumersi la responsabilità davanti alla storia e al futuro degli abruzzesi di questa scelta. È su quest’asse Pescara/Ortona/VastoCivitavecchia che si possono realizzare gli interessi più generali dell’economia regionale e nazionale, favorendo lo sviluppo delle connessioni funzionali ai flussi di merci e persone, in grado di generare valore aggiunto sul territorio. In tale ottica, risulta indispensabile integrare la rete europea dei trasporti, valorizzandone l’intermodalità e incrementando nuove linee delle Autostrade del Mare, per spostare merci dalla gomma all’acqua e al ferro e perseguire benefici economici, ambientali e di maggiore sicurezza. Un territorio con buone infrastrutture, è più attrattivo per le imprese”. Conclude Pagliuca: “Siamo a disposizione del presidente Marsilio per ogni collaborazione possibile, ma è ormai necessario che anche il nuovo governo regionale Abruzzese sottoscriva l’intesa con il Lazio e chi si faccia portavoce con il ministro Toninelli e il governo nazionale per evitare che l’Abruzzo resti tagliato fuori. Attivare il corridoio significherà per le province di Chieti e Pescara diventare la piattaforma logistica del centro Italia: il nostro aeroporto e le altre nostre infrastrutture diverrebbero, di fatto, satelliti delle infrastrutture di Roma».  

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