Lavoro, le aziende non trovano personale qualificato: a Pescara 1960 assunzioni ma mancano candidati

A dirlo sono i dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre

Le aziende italiane e di conseguenza anche quelle della provincia di Pescara fanno fatica a trovare personale qualificato da assumere.
A dirlo sono i dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Infatti i dati sono abbastanza eloquenti: poco meno di 500 mila assunzioni previste, il 32,8 per cento degli imprenditori intervistati ha segnalato che, probabilmente, troverà molte difficoltà a “coprire” questi posti di lavoro (poco più di 151.300), di cui il 15,7 per cento a causa della mancanza di candidati (poco meno di 72.500) e un altro 13,8 per cento per la scarsa preparazione (circa 63.700).

In Abruzzo il 35,2% delle 9.200 assunzioni previste non sarà facilmente reperibile. In provincia di Pescara sono 1.960 le assunzioni previste e la percentuale di difficoltà di reperimento è pari al 38,5%, di cui il 15,1% per mancanza di candidati e il 20,9% per poca preparazione. Un dato che colloca la nostra provincia al 20esimo posto a livello italiano. Le figure ricercate per le quali è maggiore la difficoltà  di reperimento sono tecnici  vendita, personale amministrativo e di segreteria e conduttori di mezzi di trasporto. 

Analizzando l’elenco delle professioni di difficile reperimento, emerge che in tutte le principali province del Sud le imprese faticano a trovare sul mercato queste professioni dei servizi turistici e gli autotrasportatori. Cosa che fino a qualche decennio fa era impensabile.

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“Da qualche anno – spiega la Cgia -  invece, i giovani non vogliono più fare gli autisti di mezzi pesanti, sia perché il costo per ottenere la patente C o D e la “Carta di Qualificazione del Conducente” (CQC) ha una dimensione importante che oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro, sia perché è una professione estremamente faticosa. Alle ore di guida spesso si accompagnano anche quelle necessarie per compiere le operazioni di carico e scarico della merce trasportata. La difficoltà di trovare degli autisti di mezzi pesanti è una delle tante contraddizioni che caratterizzano questo settore che, ricordiamo, negli ultimi 10 anni ha perso quasi 25 mila padroncini, anche se oggi fatica a reperire, persino al Sud, giovani disponibili a mettersi alla guida di un tir come dipendenti. Più in generale, comunque, il nostro mercato del lavoro presenta un grande paradosso che non è riscontrabile tra i nostri principali competitors presenti in Europa”.

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