Confesercenti lancia l'appello alla Regione per l'emergenza Coronavirus: "Serve lo stato di crisi per commercio e turismo"

L'associazione di categoria pensa alla questione della ricaduta economica dell'emergenza sanitaria che rischia di mettere in ginocchio le piccole imprese ed attività abruzzesi

Priorità assoluta all'emergenza sanitaria, ma parallelamente iniziare a dare risposte anche per l'altra emergenza, quella economica che sta attanagliando imprese ed attività abruzzesi per il Coronavirus. A parlare la Confesercenti Abruzzo in merito all'emergenza da Covid-19 con il presidente Erasmi che chiede interventi decisi e stanziamento di fondi da parte della Regione che deve chiedere lo stato di crisi per turismo e commercio, i settori più danneggiati dall'emergenza come spiega il direttore regionale Legnini:

Si rischia una chiusura di imprese tra il 5 e l’8 %, specialmente le più piccole, con una ecatombe di posti di lavoro. Sul fronte turismo la stagione primaverile e quella pasquale sono totalmente azzerate. Le cancellazioni arrivano fino all’80%. Alberghi, settore extralberghiero, ristorazione, pubblici esercizi con e senza intrattenimento , trasporti, tour operator e agenzie,  guide: una situazione complessivamente disastrosa. A questi vanno aggiunti il commercio e l’artigianato di prossimità: riteniamo che gli interventi non possono esaurirsi con la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, all'attivazione di cassa integrazione in deroga e al sostegno al reddito.

Nel frattempo, vanno applicati subito interventi incisivi sull'Iva, aumentando le detrazioni e sospendendo i pagamenti dei mutui, maggiore accesso al credito ed intervento su Irpef e Ires. Sonia Di Naccio, responsabile regionale delle Politiche del lavoro di Confesercenti, attende di conoscere il degreto che dovrebbe essere emanato mercoledì, mentre il responsabile servizi finanziari Giampietro aggiunge:

"La moratoria Abi, estesa anche ai prestiti in essere al 31 gennaio, non è assolutamente sufficiente: occorrono strumenti straordinari partendo dal Fondo centrale di Garanzia, che deroghino alla tempistica ordinaria e ad alcuni parametri di bancabilità. Le imprese si apprestano a vivere una gravissima crisi di liquidità alla quale occorre rispondere con strumenti straordinari a partire dalle linee a breve termine"

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