Concessioni demaniali, Confesercenti chiede aiuto ai parlamentari

Il Fiba/Confesercenti chiede nuovamente il sostegno dei parlamentari abruzzesi per salvare il settore balneare in Abruzzo, con un incontro con il Ministro Fitto riguardo la proposta di regolamentazione

di Redazione 10/01/2011
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    Il Fiba/Confesercenti chiede nuovamente il sostegno dei parlamentari abruzzesi per salvare il settore balneare in Abruzzo, con un incontro con il Ministro Fitto riguardo la proposta di regolamentazione.

    I balneatori di Confesercenti parla di una proposta che potrebbe spazzare via 800 imprese del settore abruzzesi. "Rischiamo di ritrovarci fra pochi anni con fast-food e catene internazionali sulle spiagge, annullando la peculiarità del turismo italiano e abruzzese" dichiara il Fiba, che con il presidente nazionale Lardinelli incontrerà l'assessore regionale Di Dalmazio in veste di coordinatore degli assessori regionali al turismo.

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    "Stanno penalizzando un settore economico che invece ha saputo cogliere con successo la domanda di innovazione e qualificazione dei servizi proveniente dai consumatori. Il risultato è paradossale: il rischio molto concreto di mettere in crisi migliaia di aziende impedendo loro di proseguire e sviluppare le proprie attività e creando serie difficoltà ad effettuare investimenti ed interventi di sviluppo" conclude Confesercenti.

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    Avatar anonimo di Augusto Barsotti

    Sì alla Direttiva "Servizi"; no, alla Direttiva "Espropri".

    Augusto Barsotti:

    La Direttiva europea Bolkestein è una direttiva SERVIZI.E’ e deve
    rimanere tale, ispirando l’azione del legislatore di ogni Stato europeo,
    affinchè ne dia applicazione nel proprio territorio, senza devianze dai suoi
    sacrosanti, originari, obiettivi: unificare e migliorare le norme in materia di
    PUBBLICI SERVIZI.
    La Direttiva Bolkestein non è, non può essere nè diventare
    una DIRETTIVA ESPROPRI.
    La Corte di Giustizia Europea ha la funzione di
    intervenire per garantire ad OGNI cittadino europeo la “giusta” applicazione di
    OGNI normativa comunitaria.
    Lo Stato Italiano ha il dovere di “revisionare”
    tutta la normativa demaniale, ripulendola dalle contraddiizioni, adeguandola sì
    alle norme europee “compatibili”; ma prima e soprattutto adattandola ai tempi e
    agli interessi dello Stato, nel pieno rispetto dei DIRITTI E DELLE ASPETTATIVE
    delle imprese e dei cittadini.

    il 24 gennaio del 2011 segnala
    Avatar di Augusto Barsotti

    Bozza Fitto

    Augusto Barsotti:

    La La Bozza Fitto non parla di Bolkestein e sembra diretta
    all'enunciazione di principi, che dovrebbero improntare la successiva attività
    normativa della Regioni in tema di concessioni demaniali. Potrebbe avere un
    senso per regolamentare le NUOVE concessioni, da oggi in poi; è folle e
    inaccettabile nella previsione di cui al punto h). Sembra prevedere la
    possibilità che l'Ente possa immettersi nell'attività di una impresa
    concessionaria, costringendola a cedere beni aziendali ("che devono essere
    ceduti"), senza indicare le cause del subingresso del nuovo al vecchio
    concessionario. Altro senso avrebbe avuto se il punto h) avesse recitato "
    nel caso in cui il concessionario DECIDA di cedere l'impresa beneficiaria della
    concessione" l'Ente assicura un indennizzo garantito...."
    Insisto: la cosa più grave è la vergognosa 'incertezza del
    diritto nazionale, in tutti i campi. I notai, i quali hanno un ruolo anche
    pubblico di custodi nell'applicazione esatta delle leggi agli atti che
    producono, non sanno a quale santo votarsi.A parte la Bolkestein, che non può
    riguardare attività imprenditoriali in atto, è necessario e bisogna pretendere
    una aggiornata e non contraddittoria revisione della normativa demaniale.
    Oltre a "RESISTERE" penso che sia necessario
    PRETENDERE LEGALITA' in questo Paese, centocinquantaseiesimo dopo il Gabon, nel
    settore giustizia.
    Per assurdo, in questo caos, 
    un vantaggio ci sarebbe: chi è quel matto che viene ad investire in
    Italia ed in particolare si azzarda  a
    sostituire un imprenditore balneare, senza conoscere il destino normativo, che
    lo aspetta?

    il 15 gennaio del 2011 segnala