L'allarme di Coldiretti: "In Abruzzo 400 incidenti provocati ogni anno dai cinghiali"

Ogni anno, nella nostra regione, sono quasi 400 gli incidenti provocati da questi animali selvatici

Coldiretti lancia l'allarme sui danni causati dai cinghiali in Abruzzo.
Ogni anno, nella nostra regione, sono quasi 400 gli incidenti provocati da questi animali selvatici.

Nei primi 9 mesi del 2019 si contano già 13 morti contro gli 11 registrati in tutto l'anno precedente. 

È quanto emerge da una stima di Coldiretti su dati Regioni e Osservatorio Asaps in occasione del blitz di questa mattina, giovedì 7 novembre, davanti a Montecitorio di migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali, ambientalisti e sindaci contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici. 

Dall’Abruzzo  il presidente regionale di Coldiretti, Silvano Di Primio, i presidenti provinciali Angelo Giommo (l’Aquila), Emanuela Ripani (Teramo) e Pier Carmine Tilli (Chieti), i direttori delle federazioni regionale e provinciale e tanti agricoltori ed allevatori insieme all’assessore regionale Emanuele Imprudente, al deputato Camillo D’Alessandro e a decine di sindaci dei Comuni più colpiti con i gonfaloni e le fasce tricolore.

Secondo Coldiretti regionale sono infatti circa 400 (tra denunciati e non denunciati) gli incidenti che, annualmente, sono provocati dalla fauna selvatica nelle quattro province: circa un incidente al giorno. Una vera e propria emergenza che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti a causa della  circolazione di animali selvatici e di cinghiali, che possono arrivare a un quintale e mezzo di peso e 150 centimetri di lunghezza. Una paura, evidenzia Coldiretti, che dilaga dalla montagna alla pianura, dalle zone vicino ai fiumi fino a quelle sul mare. Gli incidenti causati dai cinghiali fanno registrare danni altissimi fra costi per riparazioni meccaniche e di carrozzeria alle auto e spese sanitarie per le persone rimaste ferite e contuse. Nella nostra regione sarebbero addirittura più di 100 mila gli esemplari presenti. 

Secondo Coldiretti è necessario quindi ridurre i danni provocati dalla fauna selvatica capace al contempo di creare occupazione nelle aree più colpite dal fenomeno:

«Occorre innanzitutto semplificare la normativa attuale responsabilizzando gli enti locali per effettuare interventi per il contenimento del numero dei cinghiali che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente. Dalla carne degli animali abbattuti potrebbe inoltre nascere», propone Coldiretti, «una filiera di prodotti, riuniti sotto un marchio collettivo, che rappresenterebbe un’occasione di crescita e lavoro, valorizzando i macelli aziendali o pubblici dei piccoli comuni, spesso chiusi”. Ciò consentirebbe tra l’altro di porre fine al proliferare del commercio di carne di cinghiale in nero, macellata in strutture clandestine e priva di qualsiasi garanzia di carattere sanitario, che finisce sulle tavole di ristoranti e sagre mettendo a rischio la salute dei cittadini».

coldiretti manifestazione montecitorio roma-2

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