Ricette tradizionali, il timballo di crespelle

Il timballo all'abruzzese? Nulla di molto diverso dalla più nota lasagna alla bolognese, seppure con varianti tramandate in famiglia a seconda dei gusti e degli ingredienti a disposizione. Ecco come si prepara

Non c’è abruzzese che non sappia cosa siano le crespelle, o scrippelle, variante usata soprattutto nel teramano. E, in particolare, non c’è abruzzese che non abbia mai mangiato la variante d’Abruzzo della lasagna bolognese: il timballo di crespelle. Si tratta di un piatto ricchissimo e goloso, realizzato con vari strati di piccolissime crepes, che vengono poi condite con mozzarella, sugo al ragù e, in base ai gusti, prosciutto cotto, besciamella, uovo sodo. 

Ogni strato, dunque, è formato da una frittatina, la crespella appunto, generosamente annaffiata dal condimento a seconda della fantasia. Per realizzare le crespelle, bisogna sbattere le uova, a cui si aggiungono farina, latte e uova, generalmente in dosi per cui regolarsi ad occhio. Se non si ha molta esperienza, si possono usare, per una quindicina di frittatine, 2 o 3 uova, 200 grammi di farina e 200 millilitri di latte.

Poi, con un mestolo, si prende un po’ del composto per versarlo in maniera uniforme su una padella antiaderente, spalmata prima con olio o burro, facendo attenzione a non metterne troppo, per non fare una crespella troppo spessa. Mentre si lascia raffreddare, si può iniziare a preparare il ragù di carne macinata, rigorosamente fatto in casa, spesso arricchito con prosciutto cotto, uova sode, mozzarella e abbondante parmigiano. Con il ragù si condisce poi la pasta uno strato sopra l’altro, fino a spolverare con una generosa cucchiaiata di parmigiano per formare la golosa crostina superiore. 

Dunque, come detto, il timballo abruzzese somiglia alla lasagna alla bolognese, seppur con varianti tramandate in famiglia a seconda dei gusti e degli ingredienti a disposizione. Tratto comune di questo piatto, però, è la pasta sfoglia all'uovo, generalmente mezzo chilo di farina per quattro persone, impastata con cura e poi stesa, facendo bene attenzione a non farla troppo sottile, bollita e infine sistemata in una pirofila abbastanza larga e condita principalmente con il sugo al ragù di carne. Buon appetito! 

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