Parrozzo e Presentosa, i dolci della tradizione a confronto

Uno nasce quasi 100 anni fa dalle mani di D'Amico e viene battezzato da D'Annunzio. L'altro è ideato dal pasticcere Camplone 50 anni dopo ed è diventato il simbolo della pasticceria di famiglia. Ma le prelibatezze al cioccolato presentano lievissime differenze

Uno è il “dolce di D’Annunzio”, entrato di diritto nella tradizione gastronomica abruzzese per avere ingolosito persino il Vate, che gli diede il nome e in suo onore scrisse addirittura alcuni versi in dialetto. L’altro è una prelibatezza più tipicamente pescarese, che prende il nome dal gioiello indossato da generazioni di donne d’Abruzzo, ed è nato dalle mani sapienti di Tullio Camplone, padre del pluripremiato pasticcere Fabrizio.

Uno compirà il primo secolo di vita sulle tavole natalizie fra tre anni, l’altro è arrivato fra i dessert soltanto da qualche decennio. Sono il parrozzo e la presentosa, due fra i dolci più amati di Pescara, praticamente identici nell’aspetto, nati a pochi metri di distanza (uno nel laboratorio all’angolo fra l’attuale corso Manthoné e piazza Garibaldi, l’altro proprio in piazza Garibaldi) ma con qualche diversità nella preparazione e nel sapore.

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