Udienza preliminare Rigopiano, l'ex sindaco di Farindola Giancaterino: "Sono sereno, non ho nulla da rimproverarmi"

Giancaterino è sia imputato che familiare di una vittima, Alessandro che nell'albergo lavorava come capo cameriere

C'era anche l'ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino, questa mattina, martedì 16 luglio, nell'aula 1 del tribunale di Pescara per l'udienza preliminare dell'inchiesta principale della tragedia dell'hotel Rigopiano per la quale persero la vita 29 persone.
Giancaterino è sia imputato che familiare di una vittima, Alessandro che nell'albergo lavorava come capo cameriere. 

Queste le dichiarazioni del primo cittadino rilasciate all'AdnKronos:

«Non mi sento in colpa, ho la coscienza a posto, non ho nulla da rimproverarmi riguardo alla vicenda di Rigopiano. Sono sereno e aspetto con tranquillità le decisioni che la giustizia prenderà in ordine non solo alla mia posizione ma anche riguardo a quella di tutti gli altri imputati».

Inoltre il Comune di Farindola si è costituito parte civile nell'udienza. Questo quanto dice all'AdnKronos il legale difensore Francesco Trappella:

«Lamentiamo un danno che si sviluppa sotto plurimi versanti, in particolare quello che più vogliamo far passare come messaggio è il fatto che il territorio comunale è stato isolato, che una serie di persone - non solo vittime e feriti ma anche l'intera comunità che si trovata sul territorio di Farindola - sono state in pericolo. Siamo già stati riconosciuti dalla Procura come parte offesa e ragioniamo in termini di danno. Siamo entrati nel processo come parte civile, la nostra posizione è quella di far valere il danno alla incolumità, alla serenità di tutta la comunità. Il nostro è un interesse pubblico. Abbiamo subito anche un danno di immagine, il turismo è calato sebbene purtroppo ci sia quello dei curiosi come a Genova o in Emilia col terremoto, una costante nel nostro Paese».

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