Tratta di esseri umani e riciclaggio, 9 persone arrestate in Abruzzo

Gli arresti scarturiscono, come fa sapere l'AdnKronos, dall'operazione "The Travelers" coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila

Sono in totale 9 le persone (5 uomini e 4 donne di nazionalità nigeriana) tratte in arresto oggi, lunedì 2 dicembre, dalla polizia in Abruzzo.
Gli arresti scarturiscono, come fa sapere l'AdnKronos, dall'operazione "The Travelers" coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila.

A eseguire un'ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal Gip dell'Aquila per associazione a delinquere finalizzata alla commissione dell'illecita intermediazione finanziaria, autoriciclaggio e riciclaggio trasnazionale, nonché per il reato di tratta di esseri umani, sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Teramo con l'ausilio del Reparto Prevenzione Crimine "Abruzzo" di Pescara e delle Squadre Mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Gli arresti odierni sono il seguito dell'indagine che, nello scorso mese di luglio, aveva già portato all'esecuzione di un'ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare nei confronti di 6 persone, dimoranti in Abruzzo e nelle Marche, per i reati di tratta di esseri umani, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di almeno 12 giovani nigeriane nel territorio della "Bonifica del Tronto" della Provincia di Teramo. Le ragazze erano arrivate clandestinamente in Italia via mare con la promessa di un lavoro e sottoposte al rito "voodoo".

Dalle indagini, fanno sapere gli investigatori, è emersa la "destinazione del denaro" frutto dei reati ed è stata fatta luce su "un sistema capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale che costituisce un meccanismo strutturato e transazionale di raccolta del risparmio (se il denaro è di provenienza lecita) o di riciclaggio e autoriciclaggio (quando il denaro è di provenienza delittuosa) attraverso il meccanismo dell'hawala". Nel corso dell'operazione è emersa un'associazione a delinquere, con basi operative nelle province di Teramo, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, composta tutta da nigeriani (5 donne e 4 uomini) dedita al riciclaggio ed all'autoriciclaggio verso la Nigeria, attraverso viaggi in aereo, di ingenti somme di denaro, abilmente occultate all'interno dei bagagli al seguito, provenienti dallo sfruttamento sessuale delle giovani nigeriane e da ulteriori attività illecite. Gli indagati, secondo quanto ricostruito dalla polizia, "erano consapevoli della provenienza delittuosa del denaro che veniva loro consegnato o direttamente dalle giovani vittime o dalle loro madame che le ospitavano nelle proprie abitazioni a Martinsicuro (Teramo) e nelle Marche". L'illecito trasporto veniva svolto dietro un compenso pari ad una percentuale della somma che il committente vuole far recapitare in Nigeria percentuale che diminuisce al crescere della somma consegnata.

Dalle indagini è emerso un "meccanismo consolidato su scala nazionale" che "comporta il trasferimento illecito di imponenti somme dall'Italia verso la Nigeria". Soltanto nel corso dei controlli effettuati con la collaborazione della polizia di frontiera e dell'Ufficio delle Dogane presso l'aeroporto di Fiumicino sui "corrieri" dell'associazione, prima che si imbarcassero per voli diretti in Nigeria, sono stati trovati in possesso di oltre 400mila euro. In meno di un anno di indagine i corrieri indagati, come fa sapere la polizia, si sono complessivamente recati in Nigeria circa 100 volte per trasportare illecitamente i soldi consegnati dai committenti: secondo una stima indicativa degli investigatori "la somma illecitamente trasportata in Nigeria corrisponde a 7 milioni 500mila euro".

"Proporzionando queste cifre al fenomeno nazionale si ricava un flusso impressionante di denaro (in parte proveniente dallo sfruttamento sessuale delle giovani donne vittime di tratta, ma anche da altri gravi reati posti in essere da tali sodalizi) che viene trasferito in Nigeria al di fuori dei canali finanziari tradizionali - osserva la polizia - per essere poi immesso nel paese Africano in circuiti bancari locali e/o per giungere, ormai ripulito, nelle mani delle organizzazioni criminali che li utilizzeranno per successive attività illecite o investimenti". L'esecuzione della misura cautelare nei confronti di uno degli arrestati è avvenuta all'aeroporto di Fiumicino all'atto di imbarcarsi su un volo diretto in Nigeria.

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