Terremoti, quali zone sono davvero a rischio nel pescarese? Parla il geologo Di Donato

Le ultime notizie su possibili scosse fino a 7 gradi della scala Richter in Abruzzo hanno scatenato psicosi e polemiche. Ma quali rischi corriamo a Pescara e provincia? Abbiamo intervistato il dott. Francesco Di Donato

Tra angosce e paure legate agli ultimi accadimenti, si ripresenta la psicosi da terremoto aumentata anche dalle ultime dichiarazioni della Commissione Grandi Rischi, che mette in preallarme tutta la popolazione abruzzese sulle possibilità di nuove scosse di notevole intensità. Il panico e l'impotenza di fronte ad eventi naturali non fanno dormire sonni tranquilli, nemmeno a chi abita in località costiere e lontane dalle zone più a rischio.

Tra notizie ingigantite ed allarmismi inopportuni, la gente appare confusa e male informata. Un quadro preciso della situazione ce lo fornisce il Presidente di GeoAlp Francesco Di Donato, geologo e ricercatore ambientale e dunque studioso dei fenomeni della terra e del sottosuolo.

"Quello che sta accadendo in questi ultimi mesi fa parte di normali cicli naturali che si ripresentano periodicamente. Nulla di nuovo quindi, se pensiamo che da milioni di anni la nostra penisola subisce la spinta da parte della Placca Africana. La nostra Penisola da sempre è in fase compressiva ovvero di innalzamento, il problema è che dal sisma di Amatrice sono cambiati gli equilibri delle dinamiche di interazione delle varie placche tettoniche in gioco, cosa che ha determinato una nuova modalità di spostamento relativo della nostra dorsale appenninica. In sintesi, quello che prima si muoveva in senso verticale verso l’alto oggi si muove in senso orizzontale in modalità trascorrente, tendente verso il basso.

QUATTRO FORTI SCOSSE IL 18 GENNAIO

Tutto questo determina un attivazione delle faglie sismogeniche su lunghezze maggiori rispetto a quello che succedeva in passato. Di conseguenza i sismi che ne conseguono risultano più estesi e più distruttivi. Il tutto è in parte osservabile dai movimenti spesso pseudo torsivi delle aree interessate dove i lampadari sotto l’effetto delle scosse sismiche oscillano roteando. Naturalmente la tematica è molto complessa e risulta assai difficile poterla spiegare in parole semplici.

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