Rigopiano, flash mob in piazza a tre mesi dalla tragedia: "Ma dove sono le istituzioni?"

Per non dimenticare, ma anche per chiedere giustizia. Questo il senso della manifestazione che si è tenuta oggi pomeriggio a Pescara in occasione dei tre mesi dalla valanga che travolse l'Hotel Rigopiano. Vi hanno partecipato circa duecento persone

Il momento in cui le colombe bianche sono state liberate nel cielo

Per non dimenticare, ma anche per chiedere giustizia. Questo il senso del flash mob che si è tenuto oggi pomeriggio in piazza Salotto, a Pescara, in occasione dei tre mesi dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano. La manifestazione è stata indetta dal Comitato Vittime Rigopiano in memoria delle 29 persone morte nell'albergo travolto dalla neve a Farindola il 18 gennaio scorso.

Circa duecento partecipanti si sono ritrovati dapprima in piazza della Repubblica, dove alle 16:15 è partito il corteo che, percorrendo corso Umberto, è arrivato in piazza della Rinascita. Qui famigliari e amici delle vittime hanno formato un grande cerchio, tutti con un fiocco sul braccio, bianco come la neve.

Alle 16:48, ora presunta della valanga, lo squillo di tromba con il Silenzio ha introdotto la corsa di alcuni bambini in maglia bianca all'interno del cerchio, come la valanga corse verso il resort. I piccoli, poi, hanno scritto i nomi delle vittime sull'asfalto della piazza e hanno liberato in cielo 29 colombe bianche.

Grande commozione tra i parenti delle vittime: Simona Di Carlo, sorella di Sebastiano Di Carlo e zia del piccolo Edoardo (sopravvissuto alla slavina), ha lamentato l'assenza di molti esponenti delle istituzioni (c'erano soltanto il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini e il suo vice Antonio Blasioli, e il presidente del consiglio comunale di Pescara, Francesco Pagnanelli), mentre Gianluca Tanda, fratello di Marco Tanda, ha annunciato che tra un mese verrà organizzata una nuova iniziativa. Non hanno voluto mancare a questo appuntamento i superstiti Giampiero Parete, che si è salvato insieme a tutta la sua famiglia, e Fabio Salzetta, il caldaista che però ha perso la sorella Linda sotto le macerie del Rigopiano.

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