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VIDEO | Gli atti entrati in ritardo nel processo su Rigopiano, parlano i legali del sindaco e del tecnico del Comune di Farindola

 

Gli atti entrati in ritardo nel processo sulla tragedia di Rigopiano sono stati al centro di una conferenza stampa tenuta stamane da Cristiana Valentini, Massimo Manieri e Goffredo Tatozzi, difensori del sindaco e del tecnico del comune di Farindola. E se l'avvocato Valentini ha ricordato che “i processi si fanno sulla verità completa dei fatti, non parziale”, il suo collega Tatozzi ha spiegato:

“In base ai documenti che siamo riusciti a reperire, c’è stato sin dall’inizio un tentativo di non considerare le molteplici telefonate di Gabriele D’Angelo effettuate nel giorno della tragedia, sin dalle 11 di mattina. Attraverso dati fattuali, quindi anche specifici, abbiamo ricostruito tutto ciò che è accaduto, con i vari tentativi. Riteniamo che il comun denominatore sia rappresentato dal cercare di insabbiare tutte le telefonate di D’Angelo, che sin dalla mattina aveva richiesto l’evacuazione dell’hotel, così come annotato nel brogliaccio che è comparso nel fascicolo delle indagini soltanto a seguito del servizio che è stato svolto dal Tgr Abruzzo e da Ezio Cerasi”.

I legali hanno ritenuto indispensabile che venisse resa nota una serie di nuovi elementi di prova attinenti alle indagini su quanto accaduto quel maledetto 18 gennaio 2017 "affinchè chiunque possa farsi un'idea su cosa si è indagato".

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