Riparte il processo per la discarica di Bussi, al via la prima udienza in Corte d'Assise

Si riprende dopo la decisione della Cassazione. Nel 2014 assolti e prescritti a Chieti. E intanto l'Avvocato dello Stato, Cristina Gerardis, si chiede: "Chi paga per i costi dell'inquinamento? Bisogna decidere se sarà la collettività o chi lo ha provocato"

Si terrà stamattina la prima udienza in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila relativa al processo per la mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison. Il rinvio del procedimento all'Aquila è stato disposto lo scorso marzo dalla Cassazione che ha convertito in appello tutti i ricorsi presentati alla Suprema Corte. In Corte d'Appello a Chieti il 19 dicembre 2014, 19 imputati erano stati assolti dall'accusa di aver avvelenato le falde acquifere mentre il reato di disastro ambientale fu derubricato in colposo e quindi prescritto.

L'indagine della Procura di Pescara sulla megadiscarica dei veleni prese il via nel 2007 con la scoperta, da parte del Corpo Forestale dello Stato, di circa 185mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose in un'area di quattro ettari nei pressi del polo chimico di Bussi sul Tirino. L'area, definita subito come la più grande discarica inquinata d'Europa, venne posta sotto sequestro. Dagli anni '60 agli anni '90 sono state sversate e smaltite abusivamente tonnellate di sostanze pericolose, fra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.

''Gli inquinamenti "storici", in particolare quelli riguardanti le falde idriche (che non si vedono, ma che perdurano), devono rimanere un costo a carico della collettività oppure vale anche per essi il principio che chi li ha provocati li debba "pagare"?''. Se lo chiede Cristina Gerardis, avvocato dello Stato e da quasi due anni direttore generale della Regione Abruzzo. Gerardis ha rappresentato la parte civile al processo in Assise a Chieti e che si è risolto con il proscioglimento o prescrizione dei 19 imputati.

Oggi la Gerardis prenderà parte al processo di nuovo come avvocato dello Stato alla prima udienza in Assise d'Appello all'Aquila. ''Auspico di potere ancora una volta, in questa fase di appello, mettere disposizione dello Stato e della Regione Abruzzo la conoscenza che ho acquisito negli anni della complessa vicenda del sito di Bussi - ha dichiarato la Gerardis all'Ansa - Mi trovo ora, grazie all'esperienza di lavoro come direttore generale, anche nella condizione di una completa e diretta consapevolezza dell'importanza per il territorio di avere chiarezza sulle responsabilità, sulle reali condizioni di contaminazione dei terreni e soprattutto delle acque sotterranee, sull'esistenza di rischi per la salute umana, su chi debba addossarsi i costi della bonifica, che non può più essere rinviata''.   

''Questo processo è paradigmatico della difficoltà di individuare, con l'incisività propria della responsabilità penale, gli autori di fatti e condotte anche molto risalenti nel tempo. Oltre alle discussioni in punto di stretto diritto, ineliminabili in un contesto giudiziario, mi aspetto che questa seconda fase di merito consenta di dare risposte consapevoli anche a questo interrogativo''.

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