Pescara, sparatoria in strada a Zanni per questioni di cuore: 5 arresti

Una vicenda complessa, nata in un contesto di alta criminalità pescarese, nata da questioni sentimentali e che poteva finire in tragedia. Arrestate cinque persone e scoperto un traffico di droga

Ci sono voluti mesi per i carabinieri di Pescara per venire a capo dell'intricata e complicata vicenda riguardante una sparatoria avvenuta in strada, in pieno pomeriggio, in via Dell'Emigrante, a due passi da Zanni.

Alla fine, però, grazie alla testimonianza di una ragazza e alle intercettazioni telefoniche, si è arrivati agli arresti. Cinque in tutto, di cui quattro per la sparatoria ed uno per spaccio di droga.

In manette sono finiti Giorgio Cacioppo e Melissa Caruso, coppia di 36 e 40 anni, pluripregiudicati, e due fratelli, Jonatha e Gaetano Cataldo, assieme al nipote Luca.

Tutto ha inizio a fine febbraio, quando in pieno pomeriggio alle 15,30 circa, due auto si inseguono ed affiancano in via dell'Emigrante. Vengono sparati diversi colpi di pistola, con l'arrivo successivamente anche di un'altra auto. Nessuno rimane ferito, ma è solo un caso. Chi ha sparato voleva colpire e fare male. Persone senza scrupoli, che si sparano a vicenda incuranti del fatto che due bambini di 8 e 4 anni viaggiano in una delle auto, una Cherokee.

In caserma, il giorno dopo, si presenta una ragazza, che viaggiava proprio nella Jeep assieme a suo figlio e a Cacioppo e alla Caruso. Inizialmente fornisce una versione, poco credibile per i carabinieri, che viene ritrattata il giorno dopo quando la ragazza torna in caserma e svela realmente cosa è accaduto quel giorno e soprattutto i motivi che hanno portato alla sparatoria.

A sparare per primo è proprio Cacioppo, indirizzando i colpi verso la BMW sulla quale viaggiano Cataldo Jonatha e Luca. A sua volta, Jonatha risponde al fuoco sparando probabilmente con un fucile a canne mozze. Nel frattempo arriva un'altra auto, sulla quale viaggia Cataldo Gaetano, che spara verso la Cherokee. Il mezzo viene colpito da un proiettile che si incastra poco sotto il parabrezza: sarebbero bastati pochi centimetri per colpire il vetro e quindi raggiungere gli occupanti dell'auto.

La denunciante, che era in società con il Cacioppo con l'intenzione di aprire un locale,  il primo giorno si era presentata proprio con la Jeep, sulla quale i carabinieri iniziano gli accertamenti e le perizie. La donna accusa i Cataldo, e così i carabinieri avviano delle intercettazioni ottenendo riscontri importanti. Partono gli arresti per tentato omicidio per Cataldo Jonatha e Gatetano, ma l'attività non si ferma. Viene infatti scoperto un fiorente traffico di droga gestito proprio dal Jonatha assieme al fratello Luca, arrestato successivamente per spaccio. Sequestrata anche dell'eroina nascosta in un campo dai Cataldo e nell'abitazione di uno dei due.

Il motivo principale della faida, accertano i carabinieri, è di natura sentimentale: la denunciante, infatti, ha una relazione ed un figlio con una persona vicina a Cacioppo, ma poco prima era stata la compagna proprio di Gaetano Cataldo. Quest'ultimo aggredisce e picchia l'attuale compagno della denunciante, e a quel punto si scatena una catena di vendette ed aggressioni che porta fra l'altro anche al pestaggio dello stesso Cataldo da parte di Cacioppo ed altre persone.

Due gruppi pericolosi che si inseguono con l'intento di scontrarsi ed affrontarsi, come dimostrano le intercettazioni dei carabinieri, che sottolineano come i Cataldo fossero pronti ad armarsi nuovamente ed ad affrontare Cacioppo e la moglie.

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Tutti gli arrestati si trovano in carcere, tranne Luca Cataldo che è ai domiciliari.

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