Femio Di Norscia non andava arrestato. L'ex consigliere comunale di Penne, che lo scorso aprile finì ai domiciliari a seguito dell'Operazione Vestina condotta dai carabinieri di Penne, non doveva essere arrestato.
La maxi inchiesta Vestina portò 5 persone agli arresti e a 30 indagati, fra cui il sindaco di Penne Donato Di Marcoberardino.
A sancire l'illegittimità degli arresti di Di Norscia, chiesti dal Pm Varone a dicembre 2009 e concessi il 22 aprile dal Gip Di Fine, è stata la Suprema Corte di Cassaione di Roma.
L'ingiusta detenzione dell'ex consigliere dell'Udc era già stata sentenziata dal Riesame dell'Aquila il 21 maggio scorso.
Adesso che le indagini a suo carico si sono concluse, Femio Di Norscia è in attesa del processo. Le accuse a suo carico sono di corruzione per atti contrari ai doveri d ufficio, truffa aggravata ed abuso d'ufficio.
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Di Norscia, ex assessore comunale ai servizi sociali del Comune e consigliere comunale di minoranza Udc, è pronto a chiedere i danni.
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