Omicidio Russo, indagini concluse: contestata anche l'aggravante della crudeltà a Mucciante

L'uomo venne ucciso a coltellate lo scorso 25 aprile nel garage sotterraneo di un palazzo all'angolo tra via del Circuito e via Pian delle Mele a Pescara

Sono terminate, con la firma dell'avviso di conclusione, le indagini relative all'omicidio di Salvatore Russo.
L'uomo venne ucciso a coltellate lo scorso 25 aprile nel garage sotterraneo di un palazzo all'angolo tra via del Circuito e via Pian delle Mele a Pescara.

A commettere l'omicidio, reato per il quale è accusato, fu il reo confesso Roberto Mucciante.

A Mucciante, il Pm (pubblico ministero) della Procura di Pescara contesta, oltre ai futili motivi, anche l'aggravante della crudeltà. Mucciante, 51 anni, all'epoca dei fatti «era affetto da una patologia psichiatrica», spiega Massimo Di Giannantonio, il perito nominato dal giudice, alcune settimane fa in sede di incidente probatorio, «che ne ha compromesso grandemente la capacità di autodeterminarsi».

Una circostanza che potrebbe indurre il giudice, in caso di rinvio a giudizio, a dichiarare la non punibilità dell'imputato.

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