Cattaruzzi ha sparato a Donatella con l'arma che gli era stata restituita da un amico

L'uomo che l'altra mattina ha sparato alla moglie e poi si è ucciso diceva di sentirsi insicuro da solo in una casa isolata. Per tale ragione aveva chiesto a un amico di rendergli il revolver a tamburo calibro 38 che fino allo scorso anno era stato di sua proprietà

La polizia sul luogo del delitto - foto Udine Today

Era stato di proprietà di Giuliano Cattaruzzi fino allo scorso anno il revolver a tamburo calibro 38 che mercoledì mattina l'uomo ha utilizzato per uccidere l'ex moglie Donatella Briosi e togliersi la vita in uno studio notarile in centro a Udine, dove gli ex coniugi si trovavano per firmare un atto di rogito. Nel 2017 Cattaruzzi, 80 anni, friulano, aveva ceduto l'arma a un amico ma una quindicina di giorni fa, quando era rientrato a Tarcento proprio per la compravendita dell'immobile, gliene aveva chiesto la restituzione. Gli aveva riferito di sentirsi insicuro da solo, in una casa isolata, e così l'amico gliela aveva resa. I due avevano anche consegnato all'autorità una dichiarazione di cessione dell'arma, sebbene con un'irregolarità formale.

Donatella aveva in programma di tornare in Abruzzo

Mentre Pescara è sotto choc per quanto accaduto, dai parenti si apprende che la 64enne aveva in programma di fare definitivamente ritorno in Abruzzo, nei prossimi anni, una volta ridotti gli impegni lavorativi. Aveva detto che il suo "ultimo viaggio" sarebbe stato proprio nel capoluogo adriatico, di cui era originaria anche se viveva da circa trent'anni a Udine. Quando la salma, in seguito all'autopsia (prevista lunedì 18 giugno), verrà riconsegnata ai familiari, dovrebbero essere organizzate due cerimonie, una in Friuli e una a Pescara, dove Donatella Briosi verrà tumulata nella cappella di famiglia. Le Donne del Vino Abruzzo hanno inoltre fatto sapere che presto potrebbe essere organizzato un evento per ricordare la donna, che era una nota sommelier.

Normali sms con una cugina poco prima della tragedia

Risalgono a mercoledì mattina, poco prima della tragedia, gli ultimi contatti tra i parenti di Pescara e Donatella Briosi. Poco prima che la donna si recasse nello studio notarile dove purtroppo ha trovato la morte, c'era stato uno scambio di messaggi con una cugina pescarese. A raccontarlo all'ANSA è una parente della 64enne, che la ricorda come una persona "affettuosa, sensibile ed elegante". Donatella, nei messaggi, era apparsa serena e tranquilla, perché si stava per definire una situazione che andava avanti da tempo. 

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