Maxi frode fiscale ed evasione: nei guai una società ed un prestanome pescaresi

Emergono i dettagli dell'importante operazione messa a segno dalla Guardia di Finanza di Isernia che ha scoperto un sistema criminale che ha permesso di evadere imposte e riscuotere falsi crediti Iva per oltre 85 milioni di euro

Un sistema ben collaudato, fatto di decine di società "cartiere" fittizie al fine di emettere milioni di euro di false fatture per poi richiedere crediti sull'Iva, oltre ad un'evasione di introiti per decine di milioni di euro. Importante operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza di Isernia, che coinvolge anche Pescara.

Sette le persone a cui sono state notificate le ordinanze di custodia cautelare:

  • C. R., 66 anni, imprenditrice di Isernia (IS), arresti domiciliari;
  • E. R., 63 anni, imprenditrice di Isernia (IS), arresti domiciliari;
  • I. P., 91 anni, imprenditrice di Isernia (IS), obbligo di dimora nel luogo di residenza;
  • D. P., 53 anni, imprenditore di Campobasso (CB), obbligo di dimora nel luogo di
  • residenza;
  • N. T. B., 53 anni, imprenditrice di Bojano (CB), obbligo di dimora nel luogo di
  • residenza;
  • A. G., 65 anni, professionista di Cantalupo nel Sannio (IS), obbligo di dimora nel luogo
  • di residenza;
  • D.G., 69 anni, professionista di Isernia, obbligo di dimora nel luogo di residenza.

Sequestrati agli indagati beni mobili ed immobili, oltre a conti correnti, per un valore di oltre 23 milioni di euro. Nella nostra città, in particolare, aveva sede una delle società fittizie utilizzate per le false fatturazioni, la A.R Srl con fatture emesse per 753.767,00 euro con rappresentanti legali C.R. (uno dei capi dell'organizzazione) ed A.D.I, pescarese che ha svolto la funzione di "prestanome" per l'apertura e la gestione della società. Venti in tutto le persone indagate.

Ogni società fittizia, una volta emesse fatture per diverse centinaia di migliaia di euro, veniva sistematicamente dismessa, con cambio di sede legale e distruzione di tutta la documentazione fiscale e patrimoniale. In particolare, le Fiamme Gialle contestano agli indagati:

  • l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo di € 16.589.514,00 ed
  • un’IVA dovuta di € 3.554.332,00;
  • l’utilizzo di fatture fittizie per un imponibile di € 48.275.604,00;
  • l’indebita detrazione di IVA per un importo di € 10.713.766,00;
  • la indebita compensazione di crediti IVA inesistenti per un importo complessivo pari
  • ad € 5.288.235,00;
  • l’omessa dichiarazione di elementi positivi di reddito per € 1.468.015,00.

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