Il Da Vinci ricorda Marina Angrilli: "Vittima di insensata sete di potere e controllo"

Sulla pagina Facebook della biblioteca scolastica è stato postato "Il Velo", un corto realizzato dagli studenti del triennio del Laboratorio Foto e Video, che racconta l'amore malato di un ragazzo per la sua fidanzata attraverso la metafora del "Velo di Maya" di Schopenhauer

Il liceo scientifico Da Vinci, dove insegnava Marina Angrilli, esprime cordoglio per la morte della docente. Sulla pagina Facebook della biblioteca scolastica è stato postato "Il Velo", un corto realizzato dagli studenti del triennio del Laboratorio Foto e Video, che racconta l'amore malato di un ragazzo per la sua fidanzata attraverso la metafora del "Velo di Maya" di Schopenhauer:

"Di tragica e stringente attualità - recita un breve commento - Che dire, la stessa insensata sete di potere e controllo ieri ha portato via la prof.ssa Marina Angrilli e la sua bambina che ha vissuto ciò che nessun bambino dovrebbe neanche poter pensare".

Un minuto di silenzio nel Liceo: "Era allegra e gioviale"

E' stato osservato un minuto di silenzio al Liceo Leonardo da Vinci di Pescara, oggi alle ore 12, in memoria di Marina Angrilli.    

"Gli alunni - riferisce all'ANSA il preside Giuliano Bocchia - sono turbati e sconvolti. Abbiamo fatto una riflessione pedagogica anche con il supporto di uno psicologo nelle tre classi dove insegnava la professoressa Angrilli, dai più piccoli ai più grandi, per aiutare a elaborare il dolore e a capire la complessità della vita".

La riflessione ha avuto come tema centrale quello di far riflettere sull'importanza dell'azione iniziata dall'insegnante e, riferisce ancora il preside, domani (22 maggio) alunni e professori hanno deciso di confermare la visita al borgo marinaro di Pescara, un progetto di riscoperta delle tradizioni promosso proprio dalla professoressa Angrilli.    

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"Un'insegnante che esigeva il massimo dagli alunni perché sapeva quanto valessero e voleva tirare fuori il meglio da loro. Allegra e gioviale - la ricorda il preside Bocchia - e nell'ultimo periodo di buon umore. Nulla da lei traspariva o faceva presupporre quello che sarebbe potuto accadere. Voleva molto bene alla figlia e ne parlava spesso". 

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