Silvio Buttiglione, a novembre la terza asta per la casa: "Ho ricevuto solo promesse"

"Solo i grillini continuano a seguire quel che mi succede, ed è già molto non stare da solo in tribunale". Oggi l'ex imprenditore ha sempre più paura di perdere la sua casa pignorata e continua a chiedere aiuto per un lavoro, ma trova il modo per aiutare gli altri, come l'amico Andrea Mascitti

Silvio Buttiglione durante una protesta

Alla ribalta delle cronache era salito qualche mese fa, quando si era incatenato davanti alla sede di Equitalia, in via D’Annunzio, per mettere provocatoriamente in vendita una cornea o un rene per poter salvare la sua casa messa all’asta. Oggi Silvio Buttiglione, 60 anni, ex imprenditore nel settore profumeria di Montesilvano, dopo una vita di lavoro non si è ancora scoraggiato. “Questa – dice – è l’ultima battaglia che combatto nella vita. Potrei partire perché vivo solo e non ho vincoli da rispettare, ma le lotte vanno portate avanti fino alla fine, credendoci”.

La sua odissea è iniziata nel 2007, quando il Credito di Romagna gli ha imposto di rientrare da due fidi, da 49mila e da 19mila euro. Da allora è iniziato l’incubo dell’usura, la vendita all’asta della casa di Rimini, dove Buttiglione ha vissuto 20 anni, fino all’ultimo, tragico capitolo. Anche l’appartamento di Montesilvano è stato pignorato.

A Buttiglione si era interessato anche Beppe Grillo, che venuto a Pescara per la campagna elettorale lo scorso 20 maggio, aveva partecipato con lui e con i candidati abruzzesi del Movimento 5 stelle all’asta fallimentare andata deserta. Stesso esito per quella di giugno, mentre la terza è fissata per il prossimo 6 novembre. «Stavolta temo il peggio – confessa Silvio Buttiglione – perché il prezzo si è abbassato da 243mila a 180mila euro e so che può far gola agli sciacalli. C’è chi vive di queste disgrazie, sono criminali in camicia bianca che non aspettano altro».

Ma cosa è cambiato nella vita dell’ex imprenditore dopo le promesse, di ogni colore politico, ricevute in campagna elettorale? Anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso gli aveva assicurato un interesse al suo caso. «Il governatore non mi ha mai ricevuto – racconta Buttiglione – né io sono andato a chiedere un appuntamento perché un’altra importante figura istituzionale (che non specifica, ndc) mi aveva promesso risposte positive per questo mese. E invece non ho ricevuto nessuna risposta». Quelle risposte dovevano essere una proposta di lavoro. Perché il 60enne, oltre a lottare per salvare il proprio tetto, non ha un lavoro, e combatte ogni giorno per poter sopravvivere. “Mi sto dannando l’anima chiedendo una mano per andare avanti – si sfoga – ma ho avuto solo promesse. So che il lavoro si dà solo alle conoscenze: ma potrebbero fare un’eccezione per una persona che ne ha realmente bisogno”.

E che ne è stato dei grillini, in prima linea ad affiancare la sua battaglia? «Sono gli unici che continuano a starmi vicino, a seguire quel che succede. Per me è già molto non trovarmi in tribunale da solo durante le aste fallimentari. Grillo, a maggio, aveva pubblicamente assicurato a Buttiglione che lo avrebbe aiutato a non perdere la casa, proponendo addirittura una colletta per acquistarla.

Per il momento, dunque, la vita di Buttiglione resta come sospesa. “Come un condannato a morte”, si sfoga lui. “Sono ospite in casa mia: come è già successo altrove, c’è il rischio che mi buttino fuori da un momento all’altro se il giudice decide che è impossibile venderla perché è occupata. Tutti dicono che applicano la legge, ma è troppo facile nascondersi dietro questo scudo. Perché io ho bisogno di una casa, come tutti, anche gli animali ne hanno una. Ma ci sono persone inumane, senza anima. Io vorrei solo passare oltre questo ostacolo che mi impedisce di guardare al futuro per la mia vita”.

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Le sue difficoltà, però, non gli impediscono di prodigarsi per gli altri. Domenica (28 settembre) sarà ospite in piazza Sacro Cuore della manifestazione “Giocattoli in MoVimento”, organizzata dal Movimento 5 stelle. Avrà un suo stand per chiamare a raccolta gli artisti che volessero donare un’opera da vendere all’asta per aiutare ad organizzare il premio Nascimbene di Andrea Mascitti, l’imprenditore dello spettacolo che con le sue testimonianze diede il via all’inchiesta che portò all’arresto dell’ex assessore regionale Luigi De Fanis, indagato per concussione e peculato. “Come me – dice Buttiglione – Mascitti è stato rimasto solo, senza fondi per organizzare i suoi eventi”. 

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