Inchiesta Rigopiano, primo giro di interrogatori a Pescara

Sono stati ascoltati il gestore dell'Hotel Di Tommaso, il dirigente della provincia D'Incecco, l'ex presidente della provincia Di Marco ed il dirigente della provincia Di Blasio

Primo giro d'interrogatori ieri a Pescara per le inchieste riguardanti il crollo dell'Hotel Rigopiano, in cui morirono 29 persone il 18 gennaio 2017. Sono stati ascoltati dagli inquirenti l'ex presidente della provincia Di Marco, il gestore dell'hotel Di Tommaso ed i dirigenti della provincia D'Incecco e Di Blasio.

Di Tommaso si è difeso sostenendo che tutte le nuove prenotazioni il 18 gennaio erano già state disdette, e che dunque non si è data priorità agli incassi a discapito della sicurezza dei clienti. Inoltre, in merito alla questione dei presunti abusi edilizi per la realizzazione dell'albergo e della spa, Di Tommaso fa presente che si tratta di un periodo precedente alla sua gestione della struttura.

L'ex presidente Di Marco ha dichiarato di aver risposto a tutte le domande del procuratore capo Massimiliano Serpi e al sostituto Andrea Papalia, e si dice fiducioso per l'operato della magistratura anche grazie ad ulteriori contributi che lo stesso Di Marco ha depositato tramite i suoi legali.

L'EX PREFETTO RINUNCIA ALL'INTERROGATORIO

Il dirigente del settore viabilità della provincia Di Blasio e responsabile della protezione civile ha risposto a tutte le domande, ha fatto sapere il legale Gino Placido Pelliccia, dimostrando che il piano neve era stato fatto ed applicato con uomini e mezzi, e lo stesso Di Blasio il 18 gennaio era in servizio nella sede della provincia per coordinare le attività. Sulla questione della turbina rotta dal 6 gennaio, l'avvocato ha fatto sapere che Di Blasio è rientrato al lavoro solo il 9 gennaio in quanto era in ferie.

L'altro dirigente provinciale, Paolo D'Incecco, tramite gli avvocati Spagnuolo e Iadecola ha dichiarato che il 18 gennaio era in malattia, ma nonostante questo ha fatto tutto quanto possibile per le competenze a suo carico, ed ha illustrato ai magistrati il funzionamento della macchina operativa del settore viabilità della provincia, sottolineando come con la riforma Del Rio sulle province di fatto ci sia stato un depotenziamento delle risorse a disposizione.

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