Guerino, parla lo storico maitre: "Tanta nostalgia per il ristorante dei vip dal palato fine"

Fernando Nucci, il primo sommelier d'Abruzzo, è stato per oltre 30 anni il maître di sala del prestigioso locale sul lungomare di Pescara. I suoi ricordi sono una pagina di storia cittadina che rischia di essere offuscata dal fast food americano

Tovaglie di fiandra, posate d'argento e bicchieri di cristallo. La mise en place allestita in quella splendida terrazza con vista sul mare rappresentava il miglior biglietto da visita del lussuoso ristorante di proprietà dei fratelli Enzo e Dino Camplone che, nel 1967, rilevarono lo storico chalet "Il Gabbiano" per trasformarlo in "Guerino", in ricordo del loro papà. Il miglior modo per portare avanti l'attività del genitore che nel dopoguerra aprì lo "Spizzico" in corso Manthonè, con la sua raffinata cucina di pesce apprezzata da molte celebrità. Fernando Nucci, il primo sommelier d'Abruzzo, è stato per oltre 30 anni il maître di sala del prestigioso locale sul lungomare di Pescara.

VIDEO | Un Mc Donald's al posto di Guerino?

I suoi ricordi sono una pagina di storia cittadina che rischia di essere offuscata dal fast food americano. Soltanto l'idea che quel cantiere abbandonato possa trasformarsi in un Mc Donald's mette i brividi.

"Quando ho saputo di questa concreta possibilità, il mio primo pensiero è andato al signor Enzo, il mio storico titolare. - racconta il pluridecorato professionista del beverage - Sono stato al suo servizio dal '72 fino al 2004, anno in cui ci fu la cessione a Gianni Paglione e Michele Cicchitti. Da quel momento è calato il sipario su questo salotto del gourmet, inimitabile e esclusivo".

Fernando ci racconta quell'esperienza memorabile, con orgoglio ma anche con velata tristezza e nostalgia. 

"Si è detto e scritto molto sulla storia di "Guerino". Ma ci sono aneddoti che vale la pena di ricordare. Quel giorno che venne a pranzo da noi il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in occasione dell'inaugurazione della Sevel, avevamo come ospite anche l'attore Lando Buzzanca. Era un nostro cliente abituale, affezionatissimo alla famiglia Camplone che nel 1956 lo aveva ospitato per una settimana dopo l'annullamento del tour teatrale, causa neve.

Quel flop lo ridusse quasi in miseria e, a distanza di anni, tornò spesso e volentieri per sdebitarsi. La parete all' ingresso del ristorante era addobbata di foto e autografi delle star che sono venute a trovarci. Un bello scatto in bianco e nero ritraeva Totò all'uscita del vecchio "Spizzico", mentre saliva a bordo della sua Cadillac con autista, circondato da una folla di ammiratori. Giorgio Albertazzi invece, volle sostituire la sua immagine con un ritratto a colori. Amava degustare i fichi neri ghiacciati con fette sottili di prosciutto San Daniele. Il bizzarro Walter Chiari arrivò in carrozza e Gigi Proietti fu richiamato e poi fatto allontanare dalla sala perchè si sedette a tavola a petto nudo dopo una giornata al mare".

Dall'album dei ricordi riaffiora una bella cartolina panoramica. Venne scattata il giorno in cui Adriano Celentano e il suo clan fecero le ore piccole, dopo aver mangiato a sazietà e cantato in coro. In rassegna, possiamo menzionare anche Gassman, Manfredi, Sordi e tanti volti noti della politica e dello sport. Fra questi, il ministro buongustaio Spadolini, che gradiva molto il plateau di affettati e formaggi forniti dalla salumeria Lucente, ed il Presidente della Roma Dino Viola, in compagnia di mister Eriksson.

Sempre Nucci rivela che

"Quel giorno, per pura coincidenza, avemmo anche la presenza rumorosa di Matarrese nel tavolo attiguo a quello della dirigenza giallorossa. Il Senatore Viola, da gran signore, non si scompose e si alzò, pagando il suo conto e quello del collega barese, che fra l'altro non si limitò a spese".

Qualcuno sostiene anche che Berlusconi si recasse sovente da ragazzino al "Gabbiano" per fare piano bar. Di sicuro è stato da "Guerino" durante la sua ascesa politica, ma c'è un particolare che non tutti sanno.

"Una sera chiamarono dall'hotel Nacalua dove pernottava il Cavaliere. Lui stesso aveva espresso il desiderio di uno spuntino a base di scampi bolliti, ombrina dell'adriatico e contorni vari, con una bottiglia di Cà del Bosco, alla quale aggiunsi anche un pregiato Zaccagnini. Fu quello il servizio catering più bello ed emozionante della mia carriera"

Sarà stato forse per la lauta mancia? La risposta di Fernando è tutta in quel sorriso beffardo.

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