Ubriaco picchiò la compagna provocandone la morte, arrestato

I militari dell'Arma hanno infatti eseguito un ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Gelu Cherciu, 67 anni originario della Romania

Un uomo è stato tratto in arresto ieri mattina, mercoledì 28 novembre, a Pescara dai carabinieri
I militari dell'Arma hanno infatti eseguito un ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Gelu Cherciu, 67 anni originario della Romania.

I fatti risalgono al 30 maggio scorso quando lo stesso 67enne allertò, intorno alle ore 18:30, allertò i soccorsi dopo aver ritrovato il corpo senza vita della compagna 53enne davanti alla porta di ingresso di una casa in strada Colle Orlando.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Pescara, hanno consentito di scoprire come l'uomo avesse picchiato la donna provocandole la frattura di una costola e la conseguente perforazione di un polmone. Per questa ragione, su richiesta del pm Anna Benigni, il Gip Nicola Colantonio ha emesso il provvedimento di custodia cautelare e il 67enne è ora ristretto nel carcere di San Donato.

Le indagini sono partite fin da subito visto che la versione dell'uomo non convinceva e nemmeno la posizione del cadavere riverso supino davanti alla porta di casa. Dell'ascolto di parenti e amici è stato appurato come la donna negli ultimi 6 anni fosse stata maltrattata e vessata più volte. Sono state usate anche le intercettazioni telefoniche in una delle quali il 67enne aveva deriso i militari dell'Arma sottolineando all'interlocutore come fosse riuscito a non farsi smascherare.

Decisiva si è rivelata anche l'autopsia che ha chiarito come la donna avesse un politrauma causato da percosse e non da caduta accidentale. Le botte ricevute e la caduta conseguente hanno causato la frattura di una costola e la perforazione di un polmone.
Inoltre la morte della donna avvenne tra le ore 11 e le 14 mentre l'uomo ha allertato i soccorso molto dopo intorno alle alle 18:30, una volta passata la sbornia dell'alcol e resosi conto della gravità della situazione.

Per questi motivi ora dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla morte con una pena che può arrivare fino a 24 anni.

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