Collecorvino: continuano proteste contro la maxi discarica

Ieri sera, alle ore 20:00, al bar del Parco di Congiunti,l’Associazione Ripamare ha organizzato una speciale Assemblea Pubblica contro la costruzione della discarica in località Caparrone. La protesta è arrivata anche su Facebook

L'associazione “Ripamare”, che prende il nome da come un tempo veniva chiamata la piana dove sorgera’ la discarica, ha invitato a partecipare all’assemblea il Sindaco di Collecorvino Massimiliano Volpone e tutti i consiglieri comunali. Erano presenti anche l’assessore provinciale alle Grandi infrastrutture Andrea Faieta, che  già nei giorni passati aveva espresso le sue perplessità sul progetto presentato alla Regione Abruzzo dall’azienda Deco di Spoltore, e il vicesindaco di Città Sant’Angelo Fernando Fabbiani.

Caparrone è una località immersa nel verde delle colline di Collecorvino, è il regno del Montepulciano doc. Da queste stupende colline si può vedere il Mare Adriatico, il Gran Sasso e la Maiella.
Gli abitanti di Contrada Caparrone, adesso, hanno paura dell’arrivo della discarica da 2 milioni e 110 mila mertri cubi di rifiuti. Il progetto, sviluppato su 14 ettari di terreno, è del gruppo Deco, colosso dei rifiuti fondato nel 1989 dai fratelli Rodolfo ed Ettore Di Zio.

L’intenzione della Deco è quella di realizzare la discarica, una centrale di biogas per produrre energia dalla spazzatura e un impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani.
Il tutto verrà costruito su vigneti, campi coltivati e sopra l’ex discarica Biodem.

La Biodem, dell’imprenditore Nicola De Meis, venne chiusa dal comune di Collecorvino circa 10 anni fa.
Sul Comune di Collecorvino, però, ad oggi, grava una sentenza di primo grado che obbliga l’amministrazione a risarcire il titolare della discarica, De Meis, di circa 5 milioni di euro.
Nell’ambito delle trattative per l’avvio del progetto del gruppo di Di Zio, negli ultimi tempi, è venuta fuori l’ipotesi che la Deco azzeri il contenzioso con De Meis.

I cittadini delle zone circostanti località Caparrone, comunque, si stanno battendo in tutti i modi, Facebook compreso, affinché il progetto della Deco non si realizzi.

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