Città Sant'Angelo, Saline e Piomba: il sindaco lancia l'allarme

Il sindaco di Città Sant'Angelo Gabriele Florindi interviene in merito alla questione della manutenzione dell'alveo dei fiumi Piomba e Saline a CIttà Sant'Angelo, parlando di rischi concreti di alluvioni

di Redazione 18/11/2011

"Torno a scrivere ai mezzi d'informazione per segnalare le condizioni di totale abbandono dell'alveo dei corsi d'acqua Piomba e Saline e delle loro foci." Il sindaco di Città Sant'Angelo Gabriele Florindi interviene sul pericolo a cui è sottoposta l'area Marina del suo Comune, dove vivono migliaia di persone.

"L'amministrazione comunale non può fare nulla perché paralizzata dal patto di stabilità" prosegue "pur avendo le risorse proprie e i progetti già preventivati per mettere in sicurezza via del Porto Romano, via Strabone, via Ludovico Antinori, via Belvedere. Per eventi accaduti in queste aree ci sono anche richieste di risarcimento danni: servono interventi di manutenzione anche in via dei Fiori e Pasquale Baiocchi, ma il Comune non può intervenire."

"Voglio sollecitare almeno qualche stanziamento per la bonifica e pulizia, perché i corsi d'acqua ostruiti da alberi ed erbacce saranno poi la causa della prossima alluvione: è successo questo in Liguria con le conseguenze disastrose che abbiamo visto".

"Il torrente Piomba è esondato il primo marzo scorso, in tempi quindi recentissimi, coinvolgendo Città Sant'Angelo - unico comune della Provincia di Pescara - e il territorio angolano ha subito quasi 200.000 euro di danni, tra risarcimenti ai privati e interventi di bonifica e ripristino su aree pubbliche. I danni sono stati anche riconosciuti anche dalla Regione Abruzzo che ultimamente ha stanziato ben 20.000.000 euro".

Tutte le autorità sono informate mensilmente della situazione. L'amministrazione ha più volte sollecitato la Protezione Civile Regionale ed il Genio Civile Regionale al fine di attuare interventi in misura eccezionale sul torrente Piomba per evitare straripamenti e rottura degli argini: tutti sono però impossibilitati a intervenire e rinviano responsabilità, monitoraggio, guardiania, e attuazione di interventi d'urgenza al Comune di Città Sant'Angelo.

Il piano di intervento della protezione civile, da poco approvato, considera l'area una zona rossa ad alto rischio.

"Invano abbiamo scritto" aggiunge Florindi "a tutte le autorità regionali e nazionali, inclusi Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio dei Ministri, per chiedere di liberare le risorse del patto di stabilità".

Al fine di scongiurare le frequenti inondazioni dei territori della Marina, in occasione di temporali e acquazzoni, il Comune ha infatti predisposto un progetto di potenziamento del sistema di regimentazione e raccolta delle acque piovane per un investimento complessivo di circa € 450.000,00, somme di cui il comune già dispone in fondi propri di bilancio ma che non può spendere a causa delle limitazioni imposte dal Patto di Stabilità.

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"Abbiamo chiesto al Ministero della Economia una deroga al patto di stabilità, ma il Ministero dice che per averla serve un'ordinanza del presidente del consiglio. Così il Comune che rappresento si trova da un lato ad assumere ogni responsabilità in materia di protezione e prevenzione della popolazione e dall'altro a non poter fattivamente operare". La deroga al Patto di Stabilità consentirebbe dunque di effettuare tutti quegli interventi straordinari di prevenzione con fondi propri, come da progetto già in dotazione.

Piomba e Saline

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