Città S. Angelo: è morto l'uomo sospeso su un traliccio
Finisce in tragedia la vicenda dell'uomo arrampicato su un traliccio dell'Enel a Città Sant'Angelo. Natalino D'Addesa, infatti, intorno alle 19, si è lanciato nel vuoto quando si sono avvicinati a lui alcuni soccorritori. E' morto sul colpo
Finisce in tragedia la vicenda di Natalino D'Addesa, l'uomo che per 24 ore è rimasto sospeso nel vuoto su un traliccio dell'Enel. Si era arrampicato nella serata di ieri, disperato, perchè non riusciva a trovare un posto di lavoro. Da tempo soffriva di disturbi psichici.
Intorno alle ore 19 di oggi, si è gettato nel vuoto quando alcuni soccorritori gli si erano avvicinati per recuperarlo.
L'uomo più volte aveva minacciato di buttarsi se si fosse avvicinato qualcuno. Lo schianto, davanti ad una folla di persone, è stato terribile. E' morto sul colpo.
Sul posto, poco dopo, è arrivata anche la sorella della vittima.
AGGIORNATO ALLE ore 20,00 del 29 agosto 2009
E' ancora sospeso nel vuoto, a circa 30 metri d'altezza, e sembra non intenzionato a scendere Natalino D'Addesa, 43 anni di San Giovanni Teatino, disoccupato e da tempo malato di mente.
L'uomo si è arrampicato nella serata di ieri su un traliccio dell'alta tensione dell'Enel a Città Sant'Angelo, nei pressi della clinica Villa Serena. Il motivo sembra sia la richiesta di un posto di lavoro al sindaco del suo paese, che in questo momento si trova all'estero.
D'Addesa infatti minaccia di uccidersi se qualcuno non gli garantirà un posto di lavoro. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i Carabinieri di Montesilvano ed i Vigili del Fuoco. Dopo aver fatto staccare la corrente dal traliccio, hanno tentato di avvicinarsi all'uomo, che però ha reagito male ed è salito ancora più in alto, raggiungendo i trenta metri d'altezza.
Sul posto è anche arrivata una psicologa ed alcuni parenti per farlo ragione, ma sembra che non ci sia verso di convincerlo a scendere. L'uomo è attualmente ancora sul traliccio, ormai da quasi 24 ore.
Ammazzato da questa società che isola i più deboli!
Ammazzato dai VVFF che non hanno saputo aspettare e proteggere adeguatamente il suolo!
Ammazzato dal Magistrato (Seduto comodamente a Roma)che ha autorizzato l'intervento!
Ammazzato dalla sorella che ben aveva pensato di rinchiuderlo in clinica!
La sua ossesione nelle ultime ore trascorse in cima al traliccio: "so cosa mi aspetta quando scendo...non voglio andare in clinica"
Se le persone che ti circondano e non un medico firmano un TSO anche una persona normale può finere nell'inferno e uscirne come un vegetale, rovinato per sempre.
Ricorderò Natalino con tutta quella sicurezza felina sul palo e gli utimi secondi in cui stava riflettendo con la testa china; a farlo sobbalzare la salita del cestello dietro le sue spalle e ancor prima che il secondo cestello salendo davanti a lui gli chiudesse la traettoria del suolo che aveva scelto per schiantarsi con un balzo preciso è volato giù dove non vi era alcuna protezione...
Credo che non arrivera' a livello Nazionale una notizia del genere,molto grave che un uomo si suicida per lavoro.L'interesse nazionale e di non creare problemi a Berlusconi.Basta che pensa agli Aquilani.
non chiedeva dei soldi.. chiedeva di lavorare , è pazzesco, c'è gente come natalino che ha bisogno di un misero lavoro.. e il comune, la provincia, la regione, lo stato, l' europa e il mondo pensano a fare finta di risolvere problemi inutili.. almeno li risolvessero, invece fanno finta, e la gente si suicida.. bravi tutti!