Bancarotta fraudolenta, sequestro da 20 milioni di euro: coinvolto un pescarese

Tutto ciò che è stato sequestrato è oggetto di un’ingente bancarotta di cui si sono rese, a vario titolo, responsabili 6 persone

È coinvolta anche una residente a Pescara nelle indagini della Guardia di Finanza di Bologna che hanno portato oggi, giovedì 14 marzo, a un provvedimento di sequestro di due complessi aziendali, di un immobile e di svariate autovetture, del valore complessivamente stimato di oltre 20 milioni di euro.
Tutto ciò che è stato sequestrato è oggetto di un’ingente bancarotta di cui si sono rese, a vario titolo, responsabili 6 persone.

A eseguire il provvedimento, disposto dal Gip (giudice per le indagini preliminari) del tribunale di Bologna, Sandro Pecorella, sono stati i militari del Comando Provinciale della Fiamme Gialle di Bologna.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore, Michela Guidi e condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, trae origine dall’approfondimento investigativo delle vicende societarie che hanno coinvolto la storica azienda, costituita nel 1992, con sede a Budrio, in provincia di Bologna, operante nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti ittici e che, nell’ottobre dello scorso, è stata dichiarata fallita dal tribunale felsineo.

Gli accertamenti immediati hanno evidenziato come la società felsinea sia stata oggetto di opache vicende gestionali che, oltre ad averne determinato il dissesto, hanno altresì pregiudicato l’attività di gestione dello stesso curatore fallimentare e, quindi, degli interessi dei creditori.

La P. srl infatti, che già da qualche anno versava in uno stato di criticità finanziaria, è stata “materialmente” depredata dai soggetti indagati che, ancor prima della sentenza di fallimento e senza alcun atto formale e alcun corrispettivo, hanno di fatto fraudolentemente trasferito l’intero patrimonio aziendale della società costituito da beni strumentali, crediti, avviamento, magazzino, logo e personale dipendente, in capo ad un nuovo soggetto giuridico (F. Srl).
In sostanza, gli indagati si sono prima impossessati dei locali in precedenza nella disponibilità dell’azienda felsinea con il subentro nel contratto di affitto e successivamente hanno in concreto operato in sostituzione della stessa, appropriandosi della denominazione, dei mezzi, del personale e della clientela.

La società bolognese è stata anche utilizzata per la realizzazione di ulteriori operazioni fraudolente, che hanno consentito la creazione di ingenti crediti Iva inesistenti, pari a oltre sei milioni di euro dei quali circa un milione e settecentomila euro risultano essere già stati illecitamente “portati all’incasso” a danno dell’erario. Ciò è stato reso possibile con il conferimento nella P. Srl di un immobile sito a Magliano dei Marsi, del valore stimato di 17 milioni di euro, subito dopo distratto a favore di una società fantasma senza corresponsione di alcuna somma di denaro.
I protagonisti delle condotte penali, residenti tra Bologna, Pescara e Padova, sono in queste ore oggetto anche di perquisizioni domiciliari disposte dall’autorità giudiziaria, così come numerose società coinvolte finite nel mirino degli investigatori.

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