Asl Pescara: gli arrestati negano ogni responsabilità

Damiana Bugiani ed Alfonso Colliva si difendono dalle accuse a loro rivolte dagli inquirenti pescaresi, che indagano su presunti episodi di corruzione e truffa nell'appalto per la palazzina rossa della Asl, negando ogni accusa. Sequestrati 800 mila euro a D'Intino

di Redazione 17/03/2010
    Anche Damiana Bugiani ed Alfonso Colliva, agli arresti domiciliari da tre giorni, in merito all'inchiesta riguardante presunti episodi di corruzione e truffa nella gestione dell'appalto per la palazzina rossa della Asl, hanno negato ogni accusa.

    Stamane si è svolto l'interrogatorio, che segue quello di ieri a D'Intino e Piscitelli, durante il quale i due direttori dei cantieri hanno dichiarato di aver effettuato controlli rispetto alle attività svolte dall'impresa, e di non aver accertato alcuna irregolarità.

    Anche per loro i legali hanno richiesto la revoca degli arresti domiciliari.

    Intanto, è stato disposto il sequestro di un conto corrente di Franco D'Intino, sul quale ci sarebbero circa 800 mila euro.

    AGGIORNATO ALLE 15,30 DEL 18 MARZO 2010

    Negano ogni accusa e responsabilità Franco D'Intino, funzionario Asl, e Giacomo Piscitelli, responsabile del cantiere, accusati di corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato nell'ambito dell'inchiesta su presunti episodi di corruzione nella gestione dell'appalto per la ristrutturazione di una palazzina dell'ospedale.

    I due sono stati interrogati oggi dal Gip Campli, mentre domani si svolgerà l'interrogatorio degli altri due arrestati, Alfono Colliva e Damiano Bugiani, attualmente ai domiciliari.

    L'avvocato difensore di D'Intino ha spiegato che il suo assistito ha risposto ad ogni domanda a lui rivolta, fornendo abbondanti e convincenti spiegazioni, allegando anche le rispettive documentazioni, che dimostrerebbero come non ci sia alcuna collusione o atto illeggittimo.

    Inoltre, D'Intino ha parlato di una variante di progetto indispensabile per completare i lavori.

    I legali di entrambi gli indagati hanno fatto richiesta di revoca o sostituzione della custiodia cautelare in carcere.

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