Ha risposto alle domande del Gip, negando tutte le accuse a suo carico, il sindaco di Spoltore Ranghelli, arrestato due giorni fa nell'ambito dell'inchiesta sui presunti episodi di corruzione al Comune.
Ai domiciliari, oltre a Ranghelli, erano finiti anche Marino Roselli e Luciano Vernamonte.
Ranghelli ha precisato che l'ufficio di piano e la cabina di regia, contestati dall'accusa, facevano parte del suo programma elettorale. Per ora il primo cittadino di Spoltore non sembra intenzionato a dimettersi.
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Domani verranno ascoltati altri indagati, fra cui l'ex assessore Partenza. L'avvocato di Ranghelli presenterà un'istanza per la revoca o sostituzione della misura cautelare domiciliare.
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