Un giro di
corruzione imponente, ben collaudato, che vede funzionari pubblici nelle mani di imprenditori privati senza scrupoli.
Questi i primi dettagli che emergono dall'inchiesta avviata dalla
Procura di Pescara e dalla
Squadra Mobile diretta dal Dott. Zupo, che stamane ha portato all
'arresto di cinque persone, tre delle quali in carcere e due ai domiciliari.
L'inchiesta riguarda la ristrutturazione ed i lavori di messa in sicurezza dei
reparti di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Pescara.
In carcere sono finiti
Franco D'Intino, funzionario della Asl di Pescara e responsabile unico dei lavori,
Giulio Piancone, imprenditore foggiano,
Giacomo Piscitelli, di Barletta,responsabile del cantiere. Sono tutti accusati di corruzione aggravata
Ai domiciliari sono finiti invece
Alfonso Colliva, di Pescara, e
Damiana Bugiani, di Pescara, entrambi liberi professionisti e direttori dei lavori.
Le misure cautelari sono state richieste dal Pm Varone, titolare dell'inchiesta, e firmate dal GIP Campli. Indagato per falso anche il dirigente
Claudio D'Amario.
Secondo l'accusa, che avrebbe acquisito una grande quantità di intercettazioni telefoniche e
documenti, l'imprenditore pugliese, dopo aver ottenuto l'appalto grazie all'intervento di D'Intino, avrebbero letteralmente pilotato e manovrato il funzionario della Asl suo vantaggio, ottenendo fatture e compensi gonfiati per lavori mai eseguiti o comunque a tariffe anche triplicate rispetto a quelle di mercato. In cambio, D'Intino avrebbe ottenuto ristrutturazioni e lavori nella propria abitazione.
Non solo, l'imprenditore avrebbe ottenuto anche l'aumento della spesa necessaria per completare l'appalto, passando dai 3 milioni di euro iniziali a circa 7 milioni di euro.
L'indagine, avviata nel novembre 2009, parte dalla denuncia di uno degli imprenditori che faceva parte della "cordata" ATI che si era aggiudicata l'appalto. L'uomo, infatti, era stato praticamente estromesso dall'affare in quanto non sarebbe stato d'accordo con gli altri riguardo il giro di corruzione alla base della ristrutturazione dello stabile della Asl.
Il dirigente della Squadra Mobile Zupo ha sottolineato come l'indagine sia ancora all'inizio, e che i dettagli forniti fino ad ora sono solo la minima parte di un lavoro d'indagine ad ampio raggio che proseguirà e verrà divulgato successivamente.
D'Amario si è detto sconcertato nell'apprendere la notizia dell'arresto di D'Intino ed ha aggiunto che la ricostruzione dei fatti risale al 1994, quando il dirigente era Cordone. Dopo aver verificato anche con l'ausilio di un pool di professionisti, che c'erano delle discordanze fra atti tecnici ed amministrativi, avrebbe annullato gli atti illegittimi ed informato la magistratura.
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