I residenti di piazza Santa Caterina: "Qui situazione invivibile"

È un coro unanime, come segnala l'agenzia Dire, quello dei cittadini che, uno a uno, sono intervenuti nel corso dell'assise civica

«La situazione qui è diventata invivibile». Questo il chiaro messaggio lanciato ieri, venerdì 19 luglio, dai residenti della zona di piazza Santa Caterina da Siena a Pescara nel corso del consiglio comunale che si è tenuto in piazza.
È un coro unanime, come segnala l'agenzia Dire, quello dei cittadini che, uno a uno, sono intervenuti nel corso dell'assise civica.

Mamme minacciate con colli di bottiglia rotte quando vanno a buttare la spesa, spaccio quotidiano nel vicino terminal bus, politiche del "cicchetto" e strade buie. Le segnalazioni le hanno fatte, «ma non è stato risolto nulla», come sottolinea chi vive da quelle parti.

Una zona centrale quella di piazza Santa Caterina, a due passi da piazza Muzii, cuore della movida pescarese, dove lo scorso primo luglio si è verificato un violento accoltellamento. «Non vediamo più un vigile urbano», afferma qualcuno. Il dito lo si punta sul problema dell'integrazione con gli extracomunitari e le attività commerciali che somministrano alcolici. «La mattina», dice una donna, «fuori casa troviamo bottiglie rotte, urina e altri escrementi. Gli esercenti non ci devono lasciare spazzatura e disagio solo perche' loro fanno soldi e poi vanno via».

Fischi, urla e contestazioni da una parte della piazza. Applausi dall'altra. L'intervento del presidente di Confesercenti Pescara, Marco Taucci, divide cittadini e commercianti in piazza Santa Caterina. Parla di degrado, Taucci, e anche del fatto che controllo qui non c'è. Ma difende la categoria. Tra le problematiche sollevate nel corso del confronto dai cittadini quello dell'alcol, o meglio, dei ragazzi che vivono la movida nella vicina piazza Muzii e che spesso, sostengono, diventano protagonisti di atti vandalici e disturbo notturno alla quiete pubbliche denunciando anche che spesso si tratta di minorenni. «Gli imprenditori», afferma Taucci, «sono anelli importanti della sicurezza. Sono quelli che vigilano dalle 8 alle 2 del mattino. Questura e Prefetto dicono che il rischio non c'è», e Taucci pur riconoscendo le criticità abbraccia questa tesi e da qui partono gli insulti a suo carico. «Quando si dice che si somministra alcol ai minori bisogna avere le prove», prosegue, «non è accettabile dire che sono tutti delinquenti. Chi sbaglia deve chiudere, ma non siamo pronti ad accettare accuse dettate solo da un sentito dire».

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