I medici di famiglia pronti a prestare servizio nel pronto soccorso di Pescara per i codici bianchi

L'obiettivo è quello di dare il loro contributo per risolvere il problema del sovraffollamento della struttura sanitaria

I medici di famiglia e di continuità assistenziale di Pescara si dicono pronti a prestare servizio per i codici bianchi nel pronto soccorso dell'ospedale.
L'obiettivo è quello di dare il loro contributo per risolvere il problema del sovraffollamento della struttura sanitaria.

In una nota, Guido Cerolini Forlini del Fimmg, Evaldo Crisante dello Snami e Silvio Basile dello Smi, ricordano come i medici di famiglia hanno vaccinato oltre il 50% dei soggetti ultrasessantacinquenni per l'influenza e centinaia di soggetti a rischio cui si è aggiunta anche la vaccinazione per prevenire la polmonite.

Ma anche di essere in prima linea a fronteggiare l'enorme numero di visite ambulatoriale e domiciliari richieste dai cittadini che si rivolgono direttamente a noi.

Questo quanto si legge nella nota:

«Il nostro lavoro silenzioso non assurge alla gloria della cronaca locale, ma si registra con la soddisfazione quotidiana dei soggetti che ci si rivolgono e ricevono la giusta diagnosi e cura. Purtroppo il fenomeno del sovraffollamento del Pronto soccorso da parte di cittadini che si rivolgono direttamente a questa struttura è una pratica che conosciamo da sempre e che abbiamo già affrontato negli anni passati con l'istituzione del servizio codici bianchi al pronto soccorso svolto dai Medici di Medicina Generale. Tale esperienza ha dato risultati importanti in termini di soddisfazione della popolazione e gratificazione da parte degli operatori impegnati in tale esperienza. A questo, aggiungasi la comprovata attività espletata dai Medici di Famiglia presso i Pronto Soccorso di Regioni quali il Lazio, il Veneto, il Piemonte, il Trentino Alto Adige e la Lombardia dove, ormai, è diventata istituzionale».

Inoltre Fimmg, Snami e Smi della provincia di Pescara «hanno presentato un progetto, interamente finanziato, alla direzione aziendale della Asl di Pescara e all'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo in tempi non sospetti, motivati dalla semplice constatazione che molti cittadini affollano il PS senza passare prima dal proprio medico o al presidio di Continuità assistenziale. La proposta aveva ricevuto attenzione e suscitato interesse da parte dell'assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì. Il motivo per cui tale disponibilità non è stata accettata è legata al solo motivo che il dirigente del pronto soccorso ha sempre assicurato che avrebbe provveduto ad organizzare al meglio l'attività di Ps e che non ci sarebbero stati più problemi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti! I medici di famiglia sono pronti a intervenire su tale necessità della popolazione garantendo, da subito, la loro attività professionale nel pronto soccorso per intercettare e trattare i codici bianchi e gialli che verranno alla loro attenzione e gestire anche un ospedale di comunità dove ricoverare i pazienti che non hanno bisogno di assistenza ad alta intensità».

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