Subisce l'asportazione di un organo nell'ospedale di Pescara e ringrazia medici e infermieri: "Mi sono sentito come a casa"

Ma nonostante la complessità dell'operazione e il non facile decorso post operatorio, Giuliano Musa di 60 anni, si è sentito coccolato e seguito nel miglior modo possibile

È stato sottoposto a un intervento chirurgico a cielo aperto nell'ospedale di Pescara che ha comportato l'asportazione totale di un organo.
Ma nonostante la complessità dell'operazione e il non facile decorso post operatorio, Giuliano Musa di 60 anni, si è sentito coccolato e seguito nel miglior modo possibile.

Come lui stesso non ha esitato ad affermare si è sentito quasi come se fosse a casa o in una delle migliori cliniche private al mondo.

Questo il suo racconto con il quale intende esprimere la propria gratitudine verso medici e infermieri che l'hanno avuto in cura:

«Sono stato ricoverato a Capodanno nel reparto di Chirugia Generale dell'ospedale di Pescara ma solo il giorno seguente, dopo la visita del primario, Massimo Basti, hanno deciso di sottopormi a intervento chirurgico per l'asportazione parziale del colon a causa di un bulbo che aveva provocato una torsione dell'organo. Sono stato sottoposto a questo intervento ma il professore mi aveva avvisato che solo una volta aperto si sarebbero resi conto della reale situazione. E purtroppo è stata necessaria l'asportazione totale perché il colon non era più funzionale. Ho sofferto parecchio, è stato un intervento pesante con tutte le ripercussioni del caso. Ma tutto è andato bene. Voglio mettere in risalto il decorso dell'operazione con la presenza continua da parte del professor Basti e degli altri medici. Sono stati tutti molto presenti ma non solo nel mio caso. La presenza è stata giornaliera per vedere come procedesse il decorso. Ho notato una grande umanità oltre alla professionalità di tutta l'equipe, compresi gli infermieri, oltre all'umiltà verso tutti i pazienti. A qualsiasi dubbio o domanda si sono soffermati a dare tutte le risposte esaustive affinché il paziente stesse tranquillo. Non mi sono sentito in un ospedale, c'era un'accortezza della quale sono rimasto sorpreso. Ci sono delle eccellenza nella nostra sanità pubblica che vanno evidenziate. Il primario Basti è un signore con la S maiuscola, quando l'ho salutato e ringraziato mi ha detto: "Non devi ringraziare me ma l'equipe"».  

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