Nuova Pescara, le ragioni del no di Licio Di Biase spiegate in cinque punti

L'ex presidente del consiglio comunale e storico Licio Di Biase esprime forte contrarietà alla fusione fra Pescara, Montesilvano e Spoltore

No alla Nuova Pescara, per cinque punti e ragioni. L'ex presidente del consiglio comunale e storico Licio Di Biase interviene in merito al dibattito riguardante la nascita del "supercomune" derivante dalla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Ieri a Montesilvano era stato presentato il comitato cittadino del no che è sceso in piazza per esprimere contrarietà alla fusione, mentre a Pescara è partito con notevole ritardo l'iter burocratico ed amministrativo per arrivare alla costituzione del nuovo soggetto amministrativo.

Di Biase evidenzia come il referendum popolare in cui i cittadini scelsero di appoggiare la Nuova Pescara fu realizzato in contemporanea alle elezioni amministrative, senza un'adeguata informazione e dunque non nelle condizioni migliori ed oggettive per permettere ai cittadini di scegliere in modo oculato, conoscendo tutti i pro ed i contro dell'iniziativa.

1 – La fusione determinerebbe la scomparsa di due dei tre consigli comunali. Questo viene considerato come un grande obbiettivo perché così si risparmierebbero risorse col taglio delle indennità e dei gettoni per assessori e consiglieri. Non può essere preso in considerazione questo fattore. E’ grave per un Paese che si ritiene ancora democratico. Questo appartiene alla demagogia
populista e popolana, centralista e falsamente democratica.

2 – Qualcuno continua impropriamente ad affermare che anche Pescara e Castellamare nel gennaio del 1927 divennero un unico Comune con una fusione. SBAGLIATO. I due Comuni si riunificarono dopo che nel 1806 si erano separati, ma per tanti secoli avevano costituito un’unica Entità amministrativa: l’Università di Pescara. Ma addirittura anche Spoltore nel 1928 fu annessa a
Pescara perché una città più grande, dopo aver inglobato Castellamare, serviva ai gerarchi fascisti di Pescara. Ma con il ritorno alla Civiltà Democratica si decise che Spoltore dovesse tornare ad essere Comune autonomo come lo era stato per Secoli, perché la fusione non funzionava.

3 –Costituire oggi un Comune di 200.000 abitanti non serve ASSOLUTAMENTE a nulla. Infatti, non si rientra nel novero dei Comuni superiori ai 250.000 abitanti, per cui ci potrebbero essere dei vantaggi economici e normativi

4 – Altro problema che si cerca di affrontare con questa fusione è l’armonizzazione e la razionalizzazione della gestione dei servizi. Perfetto. Questo sta già accadendo e quindi non occorre la fusione delle Amministrazioni per gestire in modo unificato i Rifiuti o costituire lo sportello unico per i Progetti Europei (come è recentemente accaduto) o armonizzare altri settori, come la
Polizia Municipale, i settori tecnici, le politiche sociali, ecc ... ecc ...Quindi, ben vengano i servizi gestiti in modo unificato, risparmiando risorse, ma lasciamo stare i confini

5 – Con questa fusione non stiamo andando avanti, ma stiamo tornando indietro e di molto. Poi, se tutto questo serve perché occorre garantire una buona poltrona a qualcuno, lo si dica con chiarezza.

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