Mario, l'ultrà della vecchia guardia costretto a vivere in un camper [FOTO]

Le vicissitudini della vita lo hanno portato a questa condizione di disagio. Tante le promesse ricevute, ma finora nessuno ha mantenuto fede agli impegni presi

Mario Cipollone

"Il buon marinaio si conosce nelle tempeste". Mai proverbio fu più azzeccato per descrivere la tempra di Mario Cipollone, 61 anni, pescarese verace che da qualche anno naviga in brutte acque.
Prima la crisi coniugale, culminata con il divorzio, poi un grave incidente che lo ha escluso dal mondo del lavoro.

Queste le cause principali del lento ma costante peggioramento delle sue condizioni sociali ed economiche.

Una vita spesa sui pescherecci e sugli spalti dello stadio Adriatico. Mario ha due grandi amori: il mare e il Pescara. E i figli, chiaramente, il cui legame resta forte, eterno, senza paragoni. Sono loro a dargli coraggio e sostegno, esortandolo a non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle avversità della vita. Aggrappato alle sue radici, questo pescatore dal sangue biancazzurro non si spezza e non si piega. Durante i suoi trascorsi da ultrà ha fatto propria la frase di Modesto Della Porta che descrive nel migliore dei modi la gente di Pescara.

"Nu sem nu" venne da lui pronunciata la prima volta in occasione di una mitica trasferta, in risposta alle offese proferite da una tifoseria avversaria. E da quel giorno divenne il suo soprannome. Un nomignolo che lo ha sempre portato a difendere la dignità della sua gente, essendo il degno rappresentante di una comunità che ha sempre fatto della fierezza e dell'orgoglio le sue armi vincenti. Gli amici di sempre, quelli della curva per intenderci, si sono sempre mostrati disponibili ad aiutarlo, ma non sono in grado di garantirgli un sostegno permanente e definitivo.

«Io non chiedo l'elemosina», confessa Mario, «ma solo un briciolo di umanità da parte dei politici e degli amministratori locali che conoscono perfettamente la mia situazione. Vivo da più di due anni in un vecchio camper parcheggiato al villaggio Alcione, solo e al freddo. Fino a qualche mese fa, a tenermi compagnia c'era Diana, una splendida cagnolona che purtroppo è venuta a mancare. Durante la campagna elettorale ho ricevuto tantissime visite e pacche sulle spalle, poi a giochi fatti sono spariti tutti».

Non lontano dal suo caravan c'è una donna che dorme in auto e che condivide con Mario le amarezze e la solitudine. Si fanno coraggio vicendevolmente, consapevoli che ogni giorno che passa diventa sempre più dura.

«Vivere in queste condizioni è disumano. Ho fatto domanda per ottenere un alloggio popolare e mi arrangio svolgendo piccoli lavoretti saltuari. Ma più passa il tempo è più le forze vengono a mancare. Se penso al futuro e alle misere prospettive di vecchiaia, impazzisco».
Il suo appello termina con un barlume di speranza e di ottimismo: «Confido molto nella solidarietà delle persone, soprattutto dei miei concittadini. Noi pescaresi sem di n'atru pass !».
Ha ragione, Mario. Nu sem nu.

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