Coronavirus, il medico Staffilano: "Attenzione ai primi sintomi cardiologici post malattia”

A sostenerlo è il dottor Giovanni Staffilano che illustra le possibili conseguenze del virus e le modalità di contagio

Giovanni Staffilano

Coronavirus, contagio e ripercussioni a breve e lungo termine. Giovanni Staffilano, medico dirigente di Cardiologia della Asl di Pescara e specialista in malattie infettive spiega quali sono le caratteristiche del Covid-19 e come la popolazione dovrebbe comportarsi in questo momento e subito dopo la fase di emergenza.

Quali sono i maggiori canali di diffusione del virus?

«Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono, tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche. Non si trasmette invece attraverso gli alimenti».

Ci sono al momento ipotesi su altre vie di trasmissione?

«In realtà la diffusione enorme del virus potrebbe portare a pensare che i soli contatti sopra citati non siano l’unico veicolo di trasmissione. C’è una ricerca effettuata dalla University Medicine Greifswald, in Germania, che spiega come il Coronavirus possa rimanere infettivo sulle superfici degli oggetti a temperatura ambiente fino a nove giorni. Ovviamente si tratta di uno studio che dovrebbe essere provato scientificamente però, continuo a ribadire, che l’alta percentuale di persone infettate potrebbe significare proprio questo, ovvero essere di fronte alla possibilità di avere altri canali di trasmissione. Faccio un esempio che ci riguarda da vicino. Tutti abbiamo e utilizziamo in maniera molto consistente un telefono cellulare. Ecco, le superfici di esso, il vetro, il metallo e soprattutto la plastica, potrebbero essere dei pericolosi veicoli di trasmissione. Anche il contatto con le banconote e le monete potrebbero essere ulteriori canali di trasmissione. Per questi motivi e per tanti altri non citati è necessario attenerci alle linee guida che ci sono state fornite ed essere molto scrupolosi quando veniamo a contatto non solo con persone ma anche con oggetti».

Quando parla di alta diffusione cosa intende?

«Considerando i dati attualmente a nostra disposizione, ogni soggetto riesce a infettare altre due persone al contrario di quello che avviene con altri virus (si pensi al morbillo, per citarne uno, che ha una contagiosità di uno ogni sedici contatti). Tutto ciò sta a significare che nel nostro caso non c’è la possibilità di risalire subito alla fonte di trasmissione del virus, dato l'alto numero di contagiati, e questo ci pone davanti a grossi dubbi rispetto a quello che potrebbe accadere in futuro. Il punto fondamentale è che non abbiamo ancora l’esperienza scientifica per poter dimostrare con certezza quello che sta accadendo. Tuttavia se si avvalorasse la tesi dello studio tedesco, potremmo sostenere che il problema è più importante di quello prospettato perché si tratterebbe non solo di rimanere a casa senza avere rapporti sociali ma anche di sterilizzare le superfici rigide con le quali abbiamo contatto quotidianamente.  L’alto numero di infettati inoltre è stato causato anche dalla presenza di polveri sottili nell’aria che ha aumentato la presenza del virus e con esso la celere diffusione tra la popolazione».

Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

«È difficile fare previsioni in questo momento. Sicuramente si rischia che, a seguito di questa forte ondata, avremo a distanza di qualche mese un incremento delle problematiche cardiologiche. Assisteremo di certo a cardiopatie post infettive causate dal virus, così come accade dopo severe forme influenzali. Considerando che il Covid-19 non attacca soltanto persone anziane ma anche moltissimi giovani, è indispensabile stare attenti ai primi sintomi cardiologici e soprattutto fare prevenzione e  sottoporsi quanto prima a visita specialistica».

Come mai c’è un’alta diffusione del virus, e l’Abruzzo ne è la testimonianza diretta, negli ospedali?

«Uno dei problemi fondamentali è che non tutti i soggetti presentano sintomi evidenti. Questo ha permesso che il virus si diffondesse, in alcuni casi in modo indisturbato, anche negli ospedali. Sono d’accordo con l’idea del governatore Marco Marsilio e dell’assessore Nicoletta Verì di sottoporre a screening tutto il personale sanitario. Si tratta di un’idea buona e innovativa per certi aspetti, tant’è che sono poche le Regioni che stanno decidendo in tal senso. Tuttavia, torno a ribadire, che i dati devono essere sempre e comunque avvalorati da validità scientifica. La diagnosi precoce è molto importante ma potremmo davvero trarre beneficio a breve termine da questo intervento? I test rapidi che saranno presumibilmente utilizzati saranno in grado di dare risultati attendibili?».

Quali sono gli atteggiamenti utili a contrastare il virus?

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«A parte le linee guida che conosciamo tutti molto bene, consiglio di assumere costantemente vitamina C e vitamina D che sono degli ottimi antiossidanti naturali; di evitare di frequentare i supermercati nelle ore più affollate, quindi cercare di fare la spesa in orari giusti in quanto restare in fila per un’ora o più può rientrare in una situazione di contagio; fare tanta attività fisica, se si ha la possibilità sul balcone o nel cortile interno della propria abitazione, possibilmente nelle prime ore del mattino. Chi non può fruire di questi piccoli spazi all’aperto, può fare attività in casa ma l’importante è non restare fermi e rimanere in buona forma fisica».

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