Coronavirus, il pediatria e pneumologo Silvestre spiega alcuni aspetti importanti del Covid-19

Silvestre interviene in considerazione dell’incertezza e della paura causate dalla conoscenza non esauriente del Coronavirus 19, che sta generando allarmismo della popolazione soprattutto da parte dei genitori preoccupati per la salute dei propri figli

Gaetano Silvestre, specialista pediatria e pneumologo già primario dell'ospedale civile di Pescara, spiega alcuni aspetti importanti relativi all'infezione da Covid-19 in ambito pediatrico e non solo. 
Silvestre interviene in considerazione dell’incertezza e della paura causate dalla conoscenza non esauriente del Coronavirus 19, che sta generando allarmismo della popolazione soprattutto da parte dei genitori preoccupati per la salute dei propri figli.

Questo quanto spiega Silvestre:

«Nasce pertanto per noi tutti, ciascuno nel proprio ambito, la necessità di aggiornarsi sui vari aspetti etiologici, clinici e terapeutici nonché sulle misure precauzionali da adottare e finalizzate per un approccio più corretto verso questa patologia ad elevata contagiosità e per offrire un valido contributo alle numerose richieste telefoniche e verbali che in questo periodo vengono rivolte a noi medici pediatri. Anche in Italia stiamo assistendo alla diffusione di una sindrome simil-influenzale causata dal nuovo Coronavirus. È possibile che vi siano in Italia altri casi non ancora diagnosticati semplicemente perché la malattia, nella maggioranza dei casi, soprattutto nei bambini è lieve, pauci sintomatologica tanto da passare inosservata. L'incremento del numero di positività, oltre che per la naturale possibile diffusione è legato alla ricerca dei pazienti per i quali, un mese fa, veniva posta diagnosi di banale “sindrome influenzale”. E’ chiaro che il numero di casi aumenterà non solo come conseguenza della diffusione ma anche grazie all’esecuzione dei test diagnostici, alla ricerca attiva a ritroso dei contatti e degli spostamenti dei pazienti. Avremo a che fare con questo virus per un po' di tempo e per affrontarlo nella maniera più adeguata evitiamo che girino notizie non veritiere che spaventano le persone più fragili e i genitori dei piccoli pazienti. Sono convinto che il virus farà il giro del mondo in tempi abbastanza rapidi, perché siamo tanti e il virus troverà tanti organismi, come ottimi siti dove moltiplicarsi ma questa condizione non ha significato clinico sfavorevole per possibili forme gravi, anzi, dal passaggio da una persona all’altra, il Covid-19 sarà sempre più debole per perdita di virulenza».

Silvestre fa anche il punto sui minorenni colpiti dal virus:

«A oggi sono 8 in Italia i minorenni positivi all’infezione da coronavirus: 7 in Lombardia e uno in Veneto. L’età va dai 4 ai 15 anni. Ad accomunarli è la situazione che nessuno di loro è in gravi condizioni anzi due sono già stati dimessi. In tutto il mondo, comunque la letteratura evidenzia che nessuno dei decessi verificatisi riguarda i bambini. I dati di cui a oggi disponiamo sono quelli che ci arrivano dall’esperienza cinese, dal “Chinese Journal of Epidemiology”. I bambini sembrano essere colpiti molto meno, con forme molto lievi e nessun esito sfavorevole. Non è chiaro perché ciò avvenga. Potrebbe dipendere dal fatto che esistono tipi di coronavirus che i bambini hanno già sperimentato e che sono la causa più frequente di raffreddore e che quindi nei piccoli si siano già sviluppate le difese immunitarie che, anche se non specifiche, proteggono dal Covid-19. I virus, oltretutto, prediligono, in base alle specifiche condizioni strutturali, certe fasce di età rispetto ad altre. Ad esempio il virus respiratorio sinciziale (Vrs) colpisce il sistema respiratorio dei bambini di età inferiore ad un anno causando la bronchiolite che può anche essere letale in quelli molto piccoli, mentre agli adulti non provoca nemmeno un raffreddore». Questo neo-virus non sembra colpire in maniera elettiva bambini e che possono essere sufficienti adeguate misure di precauzione per evitarlo. Non servono mascherine o disinfettanti costosi, bastano precauzioni tra cui un buon lavaggio delle mani con acqua e sapone per circa 30 secondi, uno stile di vita sano, una corretta alimentazione con frutta di stagione e verdura fresca, una buona idratazione. Non abbiamo al momento una terapia specifica perché è un virus nuovo; l’unico modo per difendersi è non entrarci in contatto e in caso di necessità saranno le autorità sanitarie nazionali a decidere le drastiche misure precauzionali; la chiusura delle scuole, come già è in atto nelle zone interessate, è opportuna e adeguata ma non è opportuno prendere iniziative individuali inadeguate come quella di tenere i figli a casa senza permettere la frequenza della scuola. “La chiusura delle scuole, la sospensione delle attività sportive, la ricerca di mascherine e di disinfettanti possono impattare gli equilibri di una famiglia”. Fondamentale, allora, informarsi tramite fonti attendibili, prevenire la sovraesposizione alle notizie sul coronavirus, offrire uno spazio di dialogo, ascoltare le domande, accogliere eventuali paure, utilizzare parole adatte per spiegarne le caratteristiche». 

Questa invece la predisposizione del bambino ad ammalarsi in generale:

  • come conseguenza sia di aumento dell'inquinamento atmosferico sia di variazioni climatiche continue e repentine, la diffusione di tutti i virus è in incremento: questi eventi sfavorevoli causano secchezza delle mucose respiratorie, diminuita clearance muco-ciliare e riduzione delle difese aspecifiche nei confronti delle infezioni. Tutto ciò si manifesta maggiormente nei bambini che hanno le vie aeree di minor calibro/diametro rispetto all’adulto e perciò risentono maggiormente dei fenomeni infiammatori a livello dell’apparato respiratorio; l’infiammazione è più significativa consequenzialmente a una difesa immunitaria fisiologicamente ridotta che rende il bambino più vulnerabile. I bambini inoltre hanno un maggior fabbisogno di ossigeno per cui necessitano di un numero più frequente di atti respiratori, soprattutto durante la corsa,respirano a bocca aperta e, mancando l’azione filtro svolta dal naso, inalano più facilmente sostanze inquinanti, virus, batteri e allergeni che consequenzialmente si concentrano in gran quantità sulla mucosa respiratoria che, nell’evocare un meccanismo di difesa, incrementa la produzione di muco rino-bronchiale, molto denso e viscoso; questo evento provoca a sua volta una diminuzione della rimozione degli agenti inquinanti, dei germi e degli allergeni e ciò predispone ad ammalarsi.
  • anche se il Coronavirus non colpisce in maniera aggressiva i bambini, è importante comunque sapere come prevenire il contagio per proteggerli. Come accade per l’epidemia influenzale stagionale, i bambini rappresentano un serbatoio di diffusione del virus nei confronti dei propri coetanei e degli adulti, i quali però rispetto ai bambini potrebbero avere un’evoluzione più aggressiva per l’insorgere di complicanze cliniche soprattutto dopo i 70/80 anni.
  • neonati e bambini sembrano essere meno vulnerabili al Covid -19. Non è, in realtà, una sorpresa. Altre malattie infettive più gravi provocate da virus della famiglia dei coronavirus, ovvero Sars e Mers, colpivano più raramente i bambini i quali, anche quando contagiati, mostravano sintomi meno severi e con una minore mortalità. Non abbiamo, allo stato attuale, evidenze scientifiche sufficienti per poter trarre conclusioni sul minor rischio di infezione nei più piccoli, ma, basandoci sui soli dati d’incidenza, è legittimo mantenere un prudente ottimismo.

Inoltre Silvestre risponde con precisione a diverse domande che in tanti si stanno facendo in queste settimane.

1. Che cos'è un Coronavirus?

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e la Sindrome respiratoria acuta grave (Sars).Sono virus Rna a filamento positivo, con aspetto simile a una corona se osservati al microscopio elettronico. I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni '60 e sono noti per infettare l'uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

2. Cosa è la COVID-19?

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

3. Il nuovo Coronavirus è lo stesso della SARS?

No. il nuovo Coronavirus (ora denominato SARS-CoV-2 e già denominato 2019-nCoV) appartiene alla stessa famiglia di virus della Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) ma non è lo stesso virus. Il nuovo Coronavirus è responsabile della malattia respiratoria ora denominata COVID-19.

4. Quali sono i sintomi di un bambino infetto da Coronavirus?

I sintomi più comuni includono febbre, rinite, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte nei soggetti anziani con patologie gravi. 

5. Quanto è pericoloso il nuovo virus per il bambino rispetto al soggetto adulto?

Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, faringodinia (mal di gola), tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratoria. Raramente in età infantile ha un esito infausto ma, dopo i 70/80 anni,il rischio è maggiore. Generalmente i sintomi sono lievi ed a inizio lento. Alcuni bambini si infettano ma non sviluppano sintomi né malessere. La maggior parte delle persone (circa l'80%) guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Circa 1 persona adulta su 6 con COVID-19 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie. In particolare la ricerca mostra che l’80,9% delle infezioni è classificato come lieve, il 13,8% come grave e solo il 4,7% come critico. Il più alto tasso di mortalità riguarda persone di età pari o superiore agli 80 anni (14,8% dei casi), mentre non ci sono stati decessi tra i bambini fino a 9 anni. Fino a 39 anni, il tasso di mortalità rimane basso (0,2%) per poi aumentare gradualmente con l’aumentare dell’età: tra i 40 e i 49 anni, il tasso di mortalità è pari allo 0,4 per cento, tra i 50 e i 59 è dell'1,3%, per salire al 3,6% tra i 60 e i 69 anni, e all’8% dai 70 anni in poi. I pazienti con malattie cardiovascolari hanno maggiori probabilità di morire per le complicazioni dal nuovo coronavirus, seguiti da malati affetti da diabete, malattie respiratorie croniche e ipertensione. (Fonte OMS)

6. Qual è la differenza tra i sintomi dell’influenza, di un raffreddore comune e del nuovo Coronavirus?

I sintomi sono simili e consistono in tosse, febbre, raffreddore. Sono tuttavia causati da virus differenti, pertanto, in caso di sospetto di Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio, sempre che il medico ritenga utile, per confermarne la diagnosi

7. I Coronavirus e il nuovo Coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona?

Sì, alcuni Coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.Anche il nuovo Coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso infetto.

8. Come si trasmette il nuovo Coronavirus?

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.
  • Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.
  • Studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

9. Quale è la definizione di contatto stretto? (fonte ECDC)

  • Operatore sanitario o altra persona impiegata nell’assistenza di un caso sospetto o confermato di COVID-19, o personale di laboratorio addetto al trattamento di campioni di SARS-CoV-2.
  • Essere stato a stretto contatto (faccia a faccia) o nello stesso ambiente chiuso con un caso sospetto o confermato di COVID-19.
  • Vivere nella stessa casa di un caso sospetto o confermato di COVID-19.
  • Aver viaggiato in aereo/treno/autobus nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive di un caso sospetto o confermato di COVID-19. Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

10. Come gestire un contatto stretto di un caso confermato di COVID-19?

Sulla base dell’Ordinanza “Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19’ del 21 febbraio 2020, le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni. 

11. L’infezione da nuovo Coronavirus può essere contratta da un caso che non presenta sintomi (asintomatico)?

Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. L’OMS considera non frequente l’infezione da nuovo Coronavirus prima che sviluppino sintomi.

12. Chi può contrarre l’infezione?

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree infette dal nuovo Coronavirus possono essere a rischio di infezione. L’Italia attualmente è il paese europeo a più elevata incidenza.

13. I bambini possono contrarre l'infezione da nuovo Coronavirus dagli animali?

Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli esseri umani e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli esseri umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati ancora nuove specie di Coronavirus. La fonte animale del nuovo Coronavirus non è stata ancora identificata. Si ipotizza che i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale.

14. Possiamo contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?

No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche o soluzione di ipoclorito di sodio, dopo il contatto con gli animali.

15. Come si diffonde il nuovo Coronavirus?

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.

16. Quali sono le regole per la disinfezione / lavaggio delle mani?

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l'infezione. Dovresti lavarti le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 30 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

17. Quanto dura il periodo di incubazione?

Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

18. Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?

Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se la determinazione è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).

19. È vero che si può contrarre il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) attraverso il contatto con le maniglie degli autobus o sulla metropolitana, carrelli della spesa etc.?

Sulla base dei dati disponibili, si ritiene altamente improbabile che possa verificarsi un contagio attraverso le maniglie degli autobus o sulla metropolitana o nei supermercati. È invece certo che si è nel pieno della stagione influenzale. Pertanto, se dovessero comparire sintomi come febbre, tosse, mal di gola, mal di testa e, in particolare, difficoltà respiratorie, è opportuno rivolgersi al proprio medico/pediatra curante. È comunque buona norma, per prevenire infezioni respiratorie, il lavaggio frequente e accurato delle mani, dopo aver toccato oggetti e superfici potenzialmente sporchi, prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

20. Esiste un vaccino per un nuovo Coronavirus?

No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima entro 6-8 mesi)

22. Cosa posso fare per proteggere il mio bambino?

  • Mantenersi informato sulla diffusione dell’epidemia, disponibile sul sito dell'OMS e adottare le seguenti misure di protezione personale:
  • Lava spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare il virus dalle tue mani
  • mantieni una certa distanza – almeno un metro – dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata
  • evita di toccarti occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o in zone rosse o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata da zone rosse e affette da malattia respiratoria. 

23. Il virus si tramette per via alimentare?

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto tra alimenti crudi e cotti.

24. Esiste un trattamento per un nuovo Coronavirus?

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio.

25. Gli antibiotici possono essere utili per prevenire l’infezione da nuovo Coronavirus?

No, gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, ma funzionano solo contro le complicanze da sovrapposte infezioni batteriche.

26. Il cortisone può essere di aiuto per prevenire le complicanze?

No, il cortisone non solo non è efficace ma determina una sindrome influenzale più duratura.

26. Il lavaggio nasale come prevenzione delle infezioni respiratorie può essere di beneficio?

Sicuramente si in quanto:

previene le infezioni virali aerogene in generale soprattutto da rinovirus (causa del comune raffreddore), da virus influenzali e da virus gastroenterici. La sua azione protettrice si esplica sia eliminando direttamente il virus sia attivando l’attività muco-ciliare delle cellule dell’epitelio nasale che assicurano il trasporto del muco al rinofaringe e di qui alla cavità orale.

agevola la gestione della ostruzione nasale. Deterge la mucosa nasale dalla presenza di pollini, di inalanti che altrimenti non sarebbero eliminati tempestivamente e riduce di conseguenza la concentrazione di allergeni che sono la causa sintomatologica soprattutto del bambino allergico (starnuti a salve, rinorrea, prurito, tosse e ostruzione nasale). 

facilita l’umidificazione dell’aria, questa è infatti uno dei principali compiti della mucosa nasale che viene meno quando l’attività della mucosa è compromessa della presenza di muco denso, inoltre, in presenza di croste, il lavaggio nasale permette di ammorbidirle e di staccarle delicatamente evitando spiacevoli sanguinamenti.

facilita l’espulsione di polveri sottili inalate (smog), virus e batteri.

In sintesi:

Anche in Italia il coronavirus è fra noi. "Ormai è chiaro, è fuori dalla gabbia" Lo potremmo trovare un po' ovunque e infetterà ancora tanta gente. Per fortuna non fa troppo male, soprattutto sotto i 60 anni. I giovani restano in buone condizioni e i bambini sembrano i più resistenti. Il rischio più grande è per anziani e malati in dialisi, con scompenso cardiaco o insufficienza respiratoria. Dobbiamo prepararci bene per prevenire i contagi soprattutto fra loro"; solo allontanando le persone infette riusciremo a spezzare la catena dei contagi. Sono state rilevate due mutazioni importanti rispetto alla Sars che circolò nel 2003. La prima rende il nuovo coronavirus più contagioso, la seconda per fortuna fa sì che sia meno letale".

Come affrontare l’emergenza Coronavirus in corso in questo periodo in Italia, soprattutto nelle regioni più colpite dal virus?

La premessa è semplice e al tempo stesso complicata: non cedere al panico. «Per i bambini esiste il problema pur se in termini limitati per complicanze cliniche da Coronavirus, in quanto il bambino è più abituato ad affrontare giornalmente i virus, sempre tutti nuovi: dal raffreddore all’influenza, passando per la mononucleosi… l’adulto maturo o con particolari condizioni cliniche e immunologiche è più vulnerabile». E’ importante non esporsi per futili motivi (gite, viaggi, centri commerciali, frequentare luoghi affollati) e se in questo periodo non ci si limita ai fugaci contatti, a tal proposito si stanno individuando diverse forme di condivisione e informazioni utili, si corre il rischio dell’insorgere di un’ epidemia/pandemia. In questa fase affidarsi alla scienza e alle indicazioni dei medici è indispensabile per non finire intrappolati tra disinformazione e fake news, con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, rese pubbliche con il deliberato intento di disinformare. I sintomi del Coronavirus sono comuni ad altre infezioni virali e perciò più difficili da individuare: sono quelli di una normale influenza. I bambini però sono molto più reattivi degli adulti nell’affrontare le nuove “minacce virali”. Pur essendoci strutture ospedaliere ed ambulatori pediatrici sul territorio che hanno il compito di filtrare i pazienti, è preferibile frequentarli esclusivamente per necessità per evitare l’affollamento e la promiscuità in modo che non siano favoriti picchi di incidenza elevati, cioè che ci siano troppi soggetti contagiati tutti insieme. E questo può accadere se si circola senza le doverose precauzioni. Gli adulti che stanno bene possono avere una forma poco sintomatica, una forma virale simil-influenzale. Su cento persone, venti avranno la polmonite, e di queste 4-5 finiranno in rianimazione. Pub-Med non descrive bimbi in rianimazione per infezione da Coronavirus mentre condizioni fatali possono accadere per gli ultraottantenni (14,8%). Importanti sono le indicazioni anche sulle mascherine: « la FFP3, aiuta a non farci ammalare e a non far ammalare.

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Inoltre, come stabilito dagli esperti del Ministero della Salute, se si accusano sintomi che possono far sospettare un contagio da COVID -19, non bisogna recarsi in ospedale: chiamare il numero unico d’emergenza regionale (118). Saranno le autorità sanitarie a stabilire, in base al caso, cosa fare e se effettuare il test di positività al virus nel luogo preposto; è opportuno inoltre non accedere agli studi medici se si presentano i sintomi tipici della sindrome influenzale. Il primo step da seguire è quello di un contatto telefonico con il pediatra. Le famiglie devono rispettare le indicazioni fornite nel corso del triage telefonico con il proprio pediatra di famiglia e, una volta giunti in ambulatorio, collaborare attenendosi ad alcune semplici regole da adottare per evitare il contagio.

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