Degrado in via Gobetti, in commissione l'abbattimento dei ruderi di Borgo Marino Nord

Sono stati ascoltati i rappresentanti del Comitato spontaneo Via Gobetti, rappresentato, in questa occasione, da Flavia Pietrostefani, Cecilia Guidi e Alessandra Di Nisio

Il caso dell'abbattimento dei ruderi di Borgo Marino Nord e del conseguente degrado che si è creato nella zona di via Gobetti a Pescara con presenza di senzatetto, ratti e piccioni è stato affrontato nel corso della commissione consiliare "Sicurezza e Viabilità" presieduta da Armando Foschi.
Sono stati ascoltati i rappresentanti del Comitato spontaneo Via Gobetti, rappresentato, in questa occasione, da Flavia Pietrostefani, Cecilia Guidi e Alessandra Di Nisio.

Pietrostefani, Guidi e Di Nisio hanno sollecitato un intervento risolutivo a quella condizione di degrado determinato dal passare degli anni e dall'insorgere di problemi legati alla presenza di numerosi topi e piccioni e, da qualche tempo, anche di famiglie di senza-tetto che hanno posto lì la loro dimora abituale.

Situazione già rappresentata lo scorso mese di novembre con una lettera inviata alle autorità e con la quale i residenti e gli operatori economici della zona hanno chiesto un intervento immediato di bonifica e sanificazione dei ruderi di Borgo Marino, l'allocazione di dossi rallentatori lungo via Gobetti, la presenza di un maggior numero di cassonetti dei rifiuti, il tutto allo scopo di evitare l'insorgere di problemi di carattere igienico-sanitario.
Com'è noto a molti, ricordano dal Comune, il problema dei ruderi è distinto in due aree diverse - entrambe collocate su via Gobetti - una lato mare e l'altra lato monti. Riguardo all'area che guarda Villa De Riseis, quindi il lato-mare, l'impresa privata interessata a edificare secondo il progetto a suo tempo presentato, vale a dire la Immo-trading, ha fatto intendere che in questi giorni provvederà a ritirare in Comune il permesso a costruire (si tratta di edifici residenziali) e che entro il mese di marzo conta di insediare il cantiere. A circa dieci anni anni di distanza, l'amministrazione comunale coglierebbe un risultato molto importante. Discorso diverso sul lato monti, dove la presenza di numerosi proprietari privati rende la cosa più complessa. Qui occorre un periodo temporale più lungo - è stato detto in commissione - trattandosi non di un Pue (Piano urbanistico esecutivo) ma di un Psda (Piano Stralcio Difesa dalle Alluvioni).

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